Hans Ruedi Giger: è morto il padre di Alien

HR_Giger_2012“I suoi disegni cupi ed evocativi, vere “fotografie dall’inferno” capaci di mescolare sensualità, irrealtà e orrore, riscuoterono un crescente interesse in ambienti trasversali e gli valsero proposte di collaborazione su vari fronti…”

Se n’è andato Hans Ruedi Giger, il padre della creatura di Alien.

Artista, pittore e designer fu lui nel 1979 a saper tirar fuori una delle più sconvolgenti figure di tutti i tempi. Lo Xenomorfo, la creatura perfetta per rappresentare il mostro insito nell’animo umano, gli è successivamente valsa l’Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.

downloadL’alieno dell’inconscio pensato da Giger  ha rappresentato uno spunto tematico e iconografico capace di costruire fino a oggi un immaginario collettivo preciso. Il mostro da lui realizzato è l’incarnazione del film stesso il quale non sarebbe stato il successo che fu senza il maestoso intervento di questo artista tenebroso e geniale.  

 

 

 

Cina – Il governo all’attacco di Boxun

20140513-172119.jpgQualcuno lo definisce un modello per il giornalismo indipendente e chi uno strumento in mano agli americani per scatenare una ‘primavera cinese’. Si chiama Boxun, sito web fondato da Meicun Meng nel 2000 con sede nello Stato americano del Nord Carolina. Con il passare degli anni e di cospicue donazioni di organizzazioni no-profit, il sito viene sempre più consultato come una fonte alternativa sugli eventi politici e sociali in Cina, dove l’informazione sconta ancora numerosi limiti.
Il governo di Beijing (Pechino) ovviamente ha già bandito il sito da qualche anno e ha arrestato diversi suoi collaboratori con l’accusa di agire contro gli interessi del paese. L’ultimo ad essere finito nelle mani delle autorità si firmava come ‘Feixiang’ e la sua storia, iniziata a circolare come succede spesso in Cina parecchi giorni dopo i fatti, ha sollevato un polverone mediatico che arriva a tirare in ballo la stessa credibilità del sito. Continua a leggere Cina – Il governo all’attacco di Boxun

Usciamo dalla Tana! Consigli per il weekend del 10 e 11 maggio

Festività e ponti sono passati, siamo tornati alla nostra routine quotidiana e i weekend assumono un sapore diverso. Dopo le fatiche dei giorni festivi ci vuole allora un po’ di relax informale. L’ideale è un film, che però ci lasci anche un messaggio postivo che duri per tutta la settimana a seguire (o almeno fino a lunedì sera). Ecco cosa consiglia il nostro Valerio Del Croce.

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Tunisia – La nuova Costituzione, un modello per le democratizzazioni arabe?

20140508-205205.jpg“Fatta la Costituzione, ora bisogna applicarla”. Questa parafrasi della celebre frase di Massimo d’Azeglio sugli italiani citata dall’ex ambasciatore d’Italia in Tunisia, Pietro Benassi, descrive molto bene la situazione del processo costituente in Tunisia, paese che rispetto ai contesti più problematici dell’area sembra aver imboccato una transizione più stabile dalle rivolte del 2010-11.
Può questo apparente successo essere considerato un modello per gli altri paesi arabi? È la domanda principale dell’incontro “La nuova Costituzione in Tunisia: modello per le democratizzazioni arabe” organizzato dall’ISPI e dalla Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio. Ospite d’eccezione la Vicepresidente dell’Assemblea costituente tunisina, Meherzia Labidi.

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Devil’s Knot – Fino a prova contraria: al cinema la storia di Damien Echols

devil-s-knot-locandinaIl film dedicato alla storia di Damien Echols che visse, da innocente, 18 anni nel braccio della morte con l’accusa di aver ucciso tre bambini. Tutto questo in Devil’s Knot – fino a prova contraria un film di Atom Egoyan in uscita oggi.

Tennessee, 1993. Tre bambini vengono rapiti e uccisi. Le indagini conducono a tre giovani che sembrano essere colpevoli. I ragazzi, tre adolescenti ribelli, grazie alla loro vita dissoluta e a qualche piccolo precedente hanno tutto quello che serve per una incriminazione. La loro sorte sembra segnata più dalle apparenze che da prove schiaccianti; un investigatore, che crede che l’assassino sia ancora a piede libero, da inizio alla sua battaglia per la verità. Continua a leggere Devil’s Knot – Fino a prova contraria: al cinema la storia di Damien Echols

Siria – Le voci di chi non si arrende

HunaSouria“L’unico sfogo possibile per noi era andare a pisciare davanti alla proprietà del presidente” racconta Fouad Rouehia, giornalista di origini siriane evocando il suo passato. Si dice che gesto molto simile, fatto da un bambino chiamato Hamza al Khatib su una foto di Assad, gli sia costato momenti di atroce tortura, l’evirazione e infine la morte. Un orrore che per alcuni è stato una delle micce delle proteste che di lì a tre anni avrebbero trasformato la Siria in un ginepraio di equilibri di forza, ma soprattutto di opinioni.

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Sud Sudan, Etiopia – Kerry vola (basso) in Africa

Congo KerryMentre i genitori delle studentesse rapite in Nigeria continuano a disperarsi per il governo di Abuja che brancola nel buio (o arresta chi lo critica troppo rumorosamente), il segretario di Stato americano John Kerry interviene sulla questione con parole solenni: “Faremo tutto il possibile, perché è la nostra responsabilità e la responsabilità del mondo”.
Certo sentirlo ad oltre 4000 chilometri di distanza non è la stessa cosa che farlo sul posto, perché Kerry ha parlato dalla lontana capitale etiope di Addis Abeba, dove ha iniziato il suo lungo tour in Africa. Il viaggio segue di poco quello del presidente Obama in Estremo Oriente, sebbene la scelta dei paesi interessati (Etiopia, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Angola) sembra caratterizzarlo in maniera molto meno ambiziosa. Soprattutto perché i funzionari americani hanno toccato solo in modo indiretto gli scenari più problematici della regione, con l’unica eccezione del Sud Sudan.

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Die Hard 5: un buon giorno per morire…aspettando il sesto episodio

imagesNon c‘è pace per Jonh McClane: nemmeno in vacanza il determinatissimo detective potrà riposare. Giunto in Russia per capire che tipo di vita stia conducendo il figlio si ritroverà in Die Hard, un buon giorno per morire, come al solito, a dover salvare la situazione contro un impensabile piano terroristico per la conquista di un ingente quantità di armi nucleari.

Ma la sfida più grande non riguarda pallottole e sparatorie: Jonh dovrà nel frattempo recuperare un rapporto con un figlio mai capito e trascurato. Il personaggio di Jonh McClane Junior, per tutti Jack, è volutamente diverso da suo padre: attaccato al protocollo, forzatamente incapace di improvvisare, un agente della CIA infiltrato che si sta occupando di un rifugiato politico. Continua a leggere Die Hard 5: un buon giorno per morire…aspettando il sesto episodio

Iraq – Un leone per Al-Maliki

MalikiQuesta settimana in Iraq si sono svolte le prime elezioni parlamentari da quando le truppe americane hanno lasciato il paese dopo quasi dieci anni di occupazione. Alla vigilia del voto non sono mancati diversi attacchi terroristici contro la popolazione civile, anche se l’alta frequenza degli attentati nel paese non rende questo appuntamento molto diverso dalla triste quotidianità.
Il candidato dato più probabile come vincitore è il premier Nuri al-Maliki, l’attuale premier iracheno che governa ininterrottamente dal 2006, quando negli Stati Uniti c’era ancora George W. Bush e il mondo arabo era retto da un equilibrio faticosamente costruito in trent’anni di accordi bilaterali e trattati di pace. Inutile dire quanto sia cambiato il contesto da allora e di quanto questo abbia inevitabilmente toccato lo stesso Iraq. Un paese molto più debole e a rischio disintegrazione di quello che aveva ereditato al-Maliki al momento della sua ascesa.

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Grand Budapest Hotel – Un magico dipinto firmato Wes Anderson

GRAND BUDAPEST HOTEL_c371.JPGMettete insieme un raffinato concierge che ama portarsi a letto le sue clienti più ‘stagionate’, una giovane pasticciera con sopra la guancia una voglia a forma di Messico e un losco individuo che, dopo essersi tolto le scarpe per non farsi sentire dalla sua vittima, cammina indifferente sulla strada cosparsa di neve con ancora soltanto i calzini ai piedi.
Il risultato di questi e altri bizzarri ingredienti vi darà sul grande schermo Grand Budapest Hotel, l’ultimo film di Wes Anderson, con un cast a tutto rispetto, che comprende Jude Law, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jeff Goldblum e la partecipazione di Bill Murray. La pellicola è uscita nelle sale già da poche settimane fa, ma a causa degli impedimenti di cui ben sapete non ho avuto modo di scriverne fino a oggi. Nonostante il tempo perduto questo film merita comunque che vi spenda qualche parola.

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Curiosi dei nuovi mondi