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Mediterraneo – Il vicolo cieco degli immigrati

immigratiGli immigrati sono diventati una vera e propria ossessione nel nostro dibattito. Un po’ per l’insicurezza di questi tempi che induce molti italiani a non essere solidali con questa gente, soprattutto quando loro stessi hanno difficoltà per guadagnarsi da vivere e mantenere la propria famiglia.

Anche i mass media giocano la loro parte nello stimolare questa percezione, proponendo quasi ogni giorno immagini strazianti e degradanti di profughi accampati nelle varie città italiane, tra cui anche Milano e Roma. Spesso lo fanno senza sforzarsi di discutere seriamente il problema, perché non ne sono capaci o perché vogliono semplicemente sfruttare le passioni che l’argomento scatena per alzare gli ascolti. Chi ha davvero ragione? Chi vuole tenere lo braccia aperte o chi al contrario non vede l’ora di lanciare le ruspe alla carica? Continua a leggere Mediterraneo – Il vicolo cieco degli immigrati

Repubblica Centrafricana – Un déjà vu di caschi blu

IMG_0526Nei cinquantaquattro anni che vanno dalla sua indipendenza la Repubblica Centrafricana detiene un triste record: quello delle missioni internazionali di pace. Ce ne sono state circa una dozzina, ma non sono bastate per stabilizzare questo paese che dal colpo di stato dei guerriglieri musulmani Seleka di un anno e mezzo fa versa in una gravissima crisi politica e soprattutto umanitaria.
Dopo l’operazione francese Sangaris e quella africana MISCA è arrivato il turno delle Nazioni Unite – intervenuta già due volte da queste parti negli ultimi vent’anni – che da ieri hanno preso il comando con quasi 8.000 uomini nell’ambito della missione MINUSCA. Riuscirà il Palazzo di vetro a riesumare uno stato che è stato quasi del tutto eclissato dalla ferocia delle violenze interconfessionali? Continua a leggere Repubblica Centrafricana – Un déjà vu di caschi blu

Repubblica Centrafricana – Una pace mutilata

20140725-172446-62686469.jpgDall’incertezza dei negoziati di Gaza a quelli nel cuore dell’Africa. Dopo oltre un anno di guerra civile nella Repubblica Centrafricana è arrivato finalmente un primo accordo per fermare la violenza endemica nel paese. O quasi. Ieri nella capitale del Congo Brazzaville – che prende il nome dall’esploratore italiano Pietro Paolo Savorgnan di Brazzà e ha visto pochi giorni fa la visita dell’attuale premier Renzi – si sono riuniti infatti più di duecento rappresentanti delle opposte fazioni per trovare un punto d’intesa nella guerra che oppone da un lato la maggioranza cristiana e dall’altro i guerriglieri islamisti di Séleka.
Guardando meglio l’accordo emerge tuttavia come esso, a parte l’impegno a deporre le armi per entrambe le fazioni, non entri troppo nel dettaglio su quanto dovrà succedere da qui al prossimo anno, quando ci saranno le elezioni politiche che daranno un nuovo governo legittimo al paese. Basterà questa prima stretta di mano a placare gli animi o i troppi buchi che si lascia dietro sono destinati a cancellare l’accordo come se fosse stato scritto sulla sabbia? Continua a leggere Repubblica Centrafricana – Una pace mutilata

I tre pilastri della responsabilità di proteggere e l’azione delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti umani

20140520-164024-60024414.jpgLibia, Siria, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Ucraina. Questi paesi sono soltanto gli ultimi di una lunga lista in cui la questione dei diritti umani ha fatto discutere, specialmente per il modo con cui la comunità si è rapportata per ciascuno di essi. Un approccio che è ancora ben lontano dall’essere coerente, il che non stupisce visto che lo sviluppo di meccanismi appositamente creati per questo tema si è avviato solamente in tempi recenti.
Per descrivere la genesi e le difficoltà che ancora incontrano gli organismi dediti alla difesa dei diritti umani nel mondo c’è stato oggi un incontro intitolato ‘I tre pilastri della responsabilità di proteggere e l’azione delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti umani’ al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, in collaborazione con il Budapest Centre for the International Prevention of Genocide and Mass Atrocities.

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Siria – Le voci di chi non si arrende

HunaSouria“L’unico sfogo possibile per noi era andare a pisciare davanti alla proprietà del presidente” racconta Fouad Rouehia, giornalista di origini siriane evocando il suo passato. Si dice che gesto molto simile, fatto da un bambino chiamato Hamza al Khatib su una foto di Assad, gli sia costato momenti di atroce tortura, l’evirazione e infine la morte. Un orrore che per alcuni è stato una delle micce delle proteste che di lì a tre anni avrebbero trasformato la Siria in un ginepraio di equilibri di forza, ma soprattutto di opinioni.

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Ucraina – Guerra di Crimea 2.0

20140303-172014.jpgÈ di nuovo lunedì e, neanche fosse diventato un appuntamento settimanale, mi ritrovo a parlare nuovamente dell’Ucraina. Questo paese in effetti sembra attraversare una nuova crisi in corrispondenza di ogni weekend: prima la rivoluzione che ha abbattuto Yanukovich e adesso la paventata invasione russa a difesa dei suoi connazionali nella penisola di Crimea.
Uno sviluppo del genere rievoca alla mente un’epoca che pensavamo fosse tramontata da lungo tempo, ovvero quella ottocentesca, in cui trova un posto speciale proprio la Russia zarista. Essa per proteggere i suoi correligionari ortodossi era disposta a fomentare nazionalismi o a scendere addirittura in guerra, com’è accaduto in un conflitto che molti hanno ricollegato all’attualità non solo per il luogo comune, ma per le conseguenze che tale evento potrebbe avere nell’ordine internazionale di oggi esattamente come successe 160 anni fa. Continua a leggere Ucraina – Guerra di Crimea 2.0

Corea del Nord – Diritti umani, l’ONU condanna Kim Jong-un

20140217-163107.jpg“La sofferenza e le lacrime versate dal popolo nordcoreano chiedono di agire”. A dirlo è Michael Kirby, giurista australiano a capo della Commissione d’indagine istituita dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU, che dopo un anno di lavoro ha presentato oggi in una conferenza stampa a Ginevra il suo rapporto sulle condizioni di vita della Corea del Nord.
A sorprendere non è tanto il quadro desolante (in parte già noto) descritto da Kirby, ma il tono insolitamente aggressivo per un Palazzo di Vetro che in tante altre vicende, tra cui la recente ritirata di Ban Ki-moon nel caso marò, si contraddistingue invece per la totale impotenza o inerzia. La Commissione infatti non si accontenta di chiedere all’ONU un qualche generico intervento, ma si spinge a condannare apertamente la classe dirigente nordcoreana e il suo leader Kim Jong-un.

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Sud Sudan – I ribelli di Machar al contrattacco. Juba ad un passo dall’assedio

Altro che situazione sotto controllo. Ad una settimana dai primi scontri nella capitale Juba che hanno sfiorato il colpo di Stato e hanno spinto il presidente Kiir imporre il coprifuoco, la ribellione dell’ex vicepresidente Riek Machar ha alzato decisamente il tiro prendendosela non solo con le truppe governative, ma anche con i soldati ONU che ha iniziato a sua volta il ritiro di tutto il “personale non necessario” verso l’Uganda. Il passo da qui alla guerra civile appare più breve che mai. Continua a leggere Sud Sudan – I ribelli di Machar al contrattacco. Juba ad un passo dall’assedio