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Je suis Charlie – Medioevo da Terzo Millennio

>>>ANSA/TERRORE A PARIGI, 12 MORTI IN ASSALTO A 'CHARLIE HEBDO'Libertà d’espressione contro il silenzio imposto dal terrorismo, barbarie contro civiltà, cittadini contro immigranti. In questi giorni drammatici in Francia molti hanno interpretato gli eventi opponendo un valore ad un altro, a seconda della propria sensibilità o anche di squallide convenienze politiche.

Quel che preoccupa di più in questa tragedia, non è tanto il pericolo di uno scontro tra un bene e un male, ma lo spettro di un caos che sta prendendo il sopravvento sulla volontà di migliorare i mali della nostra società. Continua a leggere Je suis Charlie – Medioevo da Terzo Millennio

Cuba – Brutta sorpresa per 14ymedio

20140522-092303-33783629.jpgIn questi giorni molti utenti cubani stavano aspettando con ansia il lancio di 14ymedio, il nuovo sito della blogger dissidente Yoani Sanchez. Secondo le intenzioni della giornalista cubana il sito avrebbe dovuto raccontare gli avvenimenti del suo paese senza dare un esplicita connotazione politica alle notizie. Ma le rassicurazioni della Sanchez non devono essere bastate al governo comunista di Raul Castro, che alquanto sembra è passato al contrattacco giocandogli un brutto tiro. Continua a leggere Cuba – Brutta sorpresa per 14ymedio

Siria – Le voci di chi non si arrende

HunaSouria“L’unico sfogo possibile per noi era andare a pisciare davanti alla proprietà del presidente” racconta Fouad Rouehia, giornalista di origini siriane evocando il suo passato. Si dice che gesto molto simile, fatto da un bambino chiamato Hamza al Khatib su una foto di Assad, gli sia costato momenti di atroce tortura, l’evirazione e infine la morte. Un orrore che per alcuni è stato una delle micce delle proteste che di lì a tre anni avrebbero trasformato la Siria in un ginepraio di equilibri di forza, ma soprattutto di opinioni.

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Algeria – Rischiare la galera per una vignetta

20140311-174531.jpgLe cose sembravano mettersi davvero male per Djamel Ghanem, vignettista del quotidiano La Voix de l’Oranie. Denunciato dal suo stesso datore di lavoro per una scenetta che parlava dell’anziano presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, il disegnatore vedeva davanti a sé la minaccia di una condanna a 18 mesi di prigione e al pagamento di una multa di 30.000 dinari algerino, che equivalgono all’incirca a 300 euro. Oggi dai giudici dell’Oran è arrivato l’atteso verdetto di una questione che ha messo a nudo lo stato pietoso della libertà d’espressione in Algeria. Continua a leggere Algeria – Rischiare la galera per una vignetta