Grand Budapest Hotel – Un magico dipinto firmato Wes Anderson

GRAND BUDAPEST HOTEL_c371.JPGMettete insieme un raffinato concierge che ama portarsi a letto le sue clienti più ‘stagionate’, una giovane pasticciera con sopra la guancia una voglia a forma di Messico e un losco individuo che, dopo essersi tolto le scarpe per non farsi sentire dalla sua vittima, cammina indifferente sulla strada cosparsa di neve con ancora soltanto i calzini ai piedi.
Il risultato di questi e altri bizzarri ingredienti vi darà sul grande schermo Grand Budapest Hotel, l’ultimo film di Wes Anderson, con un cast a tutto rispetto, che comprende Jude Law, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jeff Goldblum e la partecipazione di Bill Murray. La pellicola è uscita nelle sale già da poche settimane fa, ma a causa degli impedimenti di cui ben sapete non ho avuto modo di scriverne fino a oggi. Nonostante il tempo perduto questo film merita comunque che vi spenda qualche parola.


La trama, o meglio la trama dentro altre trame come avrete modo di constatare, ha come protagonista il prestigioso Grand Budapest Hotel, albergo in cima ad una montagna innevata dell’immaginario stato di Zubrowka, che ha vissuto i suoi fasti migliori all’inizio del secolo scorso, momento in cui è ambientata la storia principale.
Tra i lussuosi corridoi del Grand Budapest Hotel, un luogo quasi rarefatto per i colori vivaci e l’atmosfera nostalgica e vintage che si respira ad ogni suo angolo, ci troveremo a seguire le vicende del giovane garzone Zero Moustafa (il debuttante Tony Revolori) e del direttore Monsieur Gustave (Ralph Fiennes).
I due si ritroveranno, loro malgrado, a dover vivere una serie di peripezie più o meno assurde. Si va dal fronteggiare la famiglia di una delle amanti di M. Gustave, che gli ha lasciato in eredità un quadro preziosissimo, alla rocambolesca fuga da un carcere di massima sicurezza fino a salvare la pelle in un paese che sta per essere travolto da un colpo di stato militare.
La varietà delle situazioni, che strizzano l’occhio anche alla comicità d’epoca, rende il ritmo della storia molto leggero e gradevole. Ma il tratto che colpisce di più lo spettatore è l’attenzione per il più piccolo, spesso ridicolo, particolare. Questa profonda caratterizzazione di ogni luogo o personaggio, assieme ad inquadrature che a volte trasformano la scena in una sorta di cartone animato, vi strapperà più di una risata o vi lascerà semplicemente ammirati dal gusto e dall’amore con cui è stato costruito questo piccolo capolavoro. Se avete voglia di passare un paio di ore in modo piacevole e con stile non potete assolutamente perdervi Grand Budapest Hotel.

 

 

1 commento su “Grand Budapest Hotel – Un magico dipinto firmato Wes Anderson”

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