Ucraina – Nel silenzio Yanukovich porta avanti la repressione

Ucraina litigioDopo le rivolte di fine novembre non si parla più tanto dell’Ucraina, facendo forse accontentare qualcuno delle rassicurazioni del presidente Yanukovich sulla riapertura del negoziato con l’Europa. Ma la situazione politica ha in realtà preso una brutta piega come ha dimostrato la rissa scoppiata al Verchovna Rada, la sede del Parlamento. Non tira davvero una bella aria per le strade di Kiev.

Il battibecco è scoppiato ieri quando la maggioranza di governo ha presentato assieme alla legge di bilancio degli emendamenti che mirano ad appesantire le misure repressive contro i manifestanti che dai primi giorni della rivolta non hanno smesso di riunirsi a piazza Maidan Nezalezhnosti, divenuta il simbolo della protesta. 

Quindici giorni di prigione per chiunque metta una tenda in uno spazio pubblico, cinque anni per chi occupa un edificio statale e sanzioni per chi ‘diffama’ su internet o indossa maschere durante i cortei sono alcune delle leggi incriminate che il Parlamento ha approvato senza nessun dibattito parlamentare. Un modo di agire che ha fatto infuriare l’opposizione partita all’attacco contro i deputati della maggioranza senza riuscire però ad impedire che il processo legislativo si concludesse come voluto dagli alleati di Yanukovich. 

Adesso spetta proprio al presidente dare conferma a queste leggi con la sua firma. Il momento per lui non è facile. Aver voltato le spalle all’Europa due mesi fa ha risollevato vecchi incubi rivoluzionari, ma aver fatto finta di ascoltare il popolo è servito solo a rimandare una resa dei conti che sembra si stia nuovamente preparando in questi giorni. 

Mentre l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton invita il presidente ucraino a ripensarci, Piazza Maidan continua a riempirsi di gente a dispetto della ferocia delle truppe antisommossa Berkut e del divieto di manifestare imposto da un tribunale fino ai primi di marzo. Qualcosa suggerisce che i prossimi giorni saranno decisivi per capire chi la spunterà in questo lungo braccio di ferro.

 

 

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