Into the Woods: quando il modernismo fa flop

streep-into-the-woods-1335_612x380Non tutte le ciambelle riescono col buco, nemmeno quando ci sono grandi star al servizio della storia.

Questo il caso di Into the Woods, basato sull’omonimo musical di Stephen Sondheim, dal 2 aprile al cinema, diretto da Rob Marshall. Ambientato in una dimensione alternativa, in cui vengono rappresentate alcune delle più classiche fiabe dei fratelli Grimm, la storia intreccia i destini di  Cappuccetto Rosso, Jack e il fagiolo magico, Raperonzolo e Cenerentola tutti riuniti all’interno di questo bosco fatato.

Ironia e umorismo ne fanno un ibrido (alla Shrek) che alla fine finisce per scontentare tutti. E se anche Johnny Depp arriva a confondere il cappellaio matto col lupo cattivo di Cappuccetto Rosso allora il flop è veramente servito.

Per gli effetti speciali non ci sono particolari sbavature ma così non si può dire per la storia e per le interpretazioni. L’unica a salvarsi Meryl Streep. Nessuno degli attori infatti sembra all’altezza dei personaggi o delle loro eventuali caricature.

Chris Pine ad esempio è sicuramente più a suo agio nei panni del Capitano Kirk piuttosto che in quelli di un infedele principe azzurro.  Questo progetto dal tono dissacrante è arrivato con un ritardo di quasi quattro mesi in Italia ed è prodotto dalla Walt Disney Pictures.

 

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