Lo Hobbit – la desolazione di Smaug, la nostra recensione

hobbit“Non avrei mai dovuto lasciare Bag End, quello è stato il mio primo sbaglio. Abbiamo un piccolo detto nello Shire, lo impariamo sin dalla nascita: mai avventurarsi a Est!”. Bilbo Baggins.

E infatti ci aspettavamo di più. Siamo giunti alla seconda avventura del viaggio di Bilbo. Diretto da Peter Jackson, questo secondo episodio della trilogia, è il proseguimento del percorso intrapreso da Thorin Scudodiquercia e da Bilbo per liberare Erebor dal terribile drago Smaug, il protagonista assoluto nella seconda parte del film.

Se da un punto di vista letterario Lo Hobbit è il libro più “spensierato” scritto da Tolkien, con uno stile al limite del giocoso, la trilogia cinematografica è stata ampliata incorporando anche le oltre 125 pagine di appendice inserite dallo scrittore, alla fine del Signore degli Anelli, arricchendo così la storia con temi quali la natura del potere, del coraggio, la cupidigia e il sacrificio.

In questo secondo capitolo molte sono state le sfide vinte: la complessità dei personaggi è aumentata e il conflitto si arricchisce ampliandosi e volgendosi verso una “nuova” minaccia: Sauron.

Il regista ha infatti dichiarato: “Volevo che somigliasse ad un thriller, mentre gli eventi si susseguono e la posta in gioco aumenta. Per me questo è quello che emoziona del film: è una continuazione della storia ma che ti trasporta in un mondo completamente nuovo. Si viaggia verso nuovi luoghi, si incontrano persone sconosciute e, naturalmente, si ha la possibilità di vedere l’iconico momento di Tolkien, il confronto fra Bilbo e il Drago”.

Ma se da un lato il film risulta più intraprendente del precedente con un ritmo mozzafiato in alcune sequenze, la tecnica dei 48 fotogrammi al secondo non convince fino in fondo. Come per Un viaggio inaspettato il 3D applicato alla maggiore definizione dell’immagine conduce ad una inevitabile artificiosità. Ben visibile e a tratti esasperata, in pieno stile video game, questo aspetto è il vero punto debole della pellicola. Insomma per colpa di questa scelta tecnica La desolazione di Smaug finisce inevitabilmente per perdere quel tocco di epicità che avevano invece i tre film del Signore degli Anelli. Il risultato? Un prodotto commerciale che nonostante una buona storia e un bel ritmo è costruito con immagini banali da “cartone animato”.

Lo Hobbit – La desolazione di Smaug
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens, Guillermo del Toro
Cast: Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Ken Stott, Orlando Bloom
Produzione: Usa 2013
Distribuzione: Warner Bros

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