ParaNorman: virtuosismo in Stop-Motion

downloadChissà cosa ne penserà Tim Burton…

Paranorman è un film d’animazione in stop motion diretto da Sam Fell e Chris Butler e con protagonisti Kodi Smit-McPhee, Casey Affleck, Tempestt Bledsoe e John Goodman.

Il film, prodotto da Laika Entertainment, è girato utilizzando la tecnologia Stop-Motion e sarà distribuito anche in 3-D.
Elettrizzante e mostruosamente divertente, la pellicola è un omaggio ai classici horror anni ’80 con zombie, tombe, cimiteri e tutto il resto.
Una simpatica e ironica rilettura del mondo soprannaturale e della non morte, sintesi della tecnica di Tim Burton applicata allo stile di George A. Romero; il tutto condito da una vivace ironia che sdrammatizza e lo rende un film per famiglie, lanciando allo stesso tempo un sottile e ironico messaggio ai ragazzi più grandi e al loro modo di confrontarsi con ciò che li circonda.

Norman, ragazzo prodigio in grado di vedere gli spiriti, è un eroe (qui ci si discosta dallo stile tematico di Tim Burton): il suo mondo popolato da oscurità e zombie riesce a tirar fuori da lui coraggio, sensibilità e fratellanza per far luce contro le tenebre causate dalla maledizione di una strega che non sarà quello che sembra…

Forte nel film è la tematica riguardante gli stereotipi, le rappresentazioni che per senso comune si attribuiscono all’immagine di una persona. Convenzioni, apparenze e superficialità il tutto fuso dalla verosimile tattilità della Stop-Motion crea un virtuosismo tematico apprezzabile e “tangibile” senza dubbio attivo e funzionale alla buona riuscita dello scorrimento della storia, senza sbavature o affrettate conclusioni ma con un colpo di scena finale (che raramente capita nel cinema d’animazione) nel quale finiscono per confondersi e mescolarsi le sottili linee di confine tra i semplici concetti di bontà e cattiveria. La paura, che se non controllata finisce per cambiare il carattere aprendo le porte al negativo e al pregiudizio, è il collante che tiene insieme tutta la storia che risulta completa, semplice e moderatamente articolata.

Ma cos’è la Stop-Motion? La Produttrice Arianne Sutner lo definisce una vera e propria forma d’arte in cui “i personaggi sono tangibilmente reali; i set che li circondano sono costruiti a mano, e tutto è raffigurato in tre dimensioni”. Anche il Supervisore all’animazione Brad Schiff osserva che “c’è una sorta di anima nella Stop-Motion che nasce dalla tattilità e dal contatto con ciò che si sta lavorando“.

Insomma la tecnica in se, così cara a tanti sperimentatori, è composta da una serie interminabile di fotogrammi realizzati manipolando le ricostruzioni e i personaggi millimetro per millimetro prima di fotografarli per la macchina da presa. E così fotogramma per fotogramma nasce un film in Stop-Motion. Quando tutte queste inquadrature vengono proiettate insieme a una velocità di 24 fotogrammi al secondo ecco l’illusione, ecco la magia, ecco la vita e l’animazione di quei modellini che sembrano svegliarsi e guardare per la prima volta il mondo.

 

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