India, Pakistan – Modi tende una mano a Sharif

20140527-161149-58309880.jpgSono passati la bellezza di 6 anni da quando i leader di India e Pakistan non si vedevano, a seguito del tragico attentato di Mumbai del novembre 2008 che costò la vita più di 160 persone. Da allora le relazioni tra i due paesi sono state sempre molto fredde, tanto che gli analisti temevano la vittoria alle recenti elezioni generali indiane del politico nazionalista Narendra Modi come nuovo elemento d’instabilità nell’area.
Proprio dal nuovo premier Modi è arrivato però un segnale inaspettato, ossia l’invito al su omologo pakistano Navaz Sharif alla cerimonia d’insediamento che si è svolta ieri a Nuova Delhi. Un evento che è una prima volta assoluta per due paesi che hanno combattuto tra di loro più di una guerra dalla fine del dominio britannico nel lontano 1947.

Modi e Sharif avrebbero parlato una quarantina di minuti all’Hyderabad House, lussuosa proprietà costruita dagli inglesi per l’ultimo nizam Asif Jah VII (1911-1948) e sede oggi degli incontri diplomatici del governo indiano. Uno dei temi principali del loro colloquio non poteva che essere la questione terrorismo, specialmente da parte pakistana. Molti degli attentati avvenuti in India tendono infatti ad essere attribuiti all’ISI, i potentissimi servizi segreti di Islamabad che avrebbero giocato un ruolo non indifferente anche nel vicino Afghanistan, fomentandovi una galassia di movimenti fondamentalisti come i taliban.
Alla vigilia della sua visita il premier pakistano Sharif si è detto molto fiducioso dell’incontro con Modi, considerandolo una “grande opportunità” per il riavvicinamento dei due paesi. Nonostante il gesto incoraggiante rimangono ancora molte questioni aperte, tra cui lo status della regione nordoccidentale del Kahsmir, contesa dai due paesi dai tempi dell’indipendenza. Non mancano inoltre le perplessità sul nuovo leader indiano da parte dei ministri di Sharif, come ha fatto ad esempio il titolare degli Interni Chaudhary Nisar Ali Khan, che considera l’ascesa di Modi “una minaccia alla pace regionale”.
Un importante banco di prova per le relazioni bilaterali potrebbe essere il sopracitato Afghanistan, il cui presidente uscente Hamid Karzai è stato il primo degli ospiti ricevuti oggi da Modi, anche per via di un recente attentato ad Herat contro diplomatici di Nuova Delhi. Con la prossima uscita di scena delle truppe americane e l’avvento a metà giugno del successore di Karzai, l’India e il Pakistan potrebbero trovare un’altra ‘grande occasione’ per collaborare a favore della stabilità del fragile vicino. Purtroppo è anche possibile che approfittino invece del vuoto lasciato dall’Occidente per spartirsene la sfera d’influenza, aumentando l’instabilità non solo tra loro, ma anche nella regione. A fronte di questa posta in gioco e della statura nucleare dei rispettivi eserciti (ricordarlo non guasta mai), i premier Modi e Sharif hanno davanti a loro una responsabilità che domanderà ben più che una cerimoniale stretta di mano.

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