Archivi tag: Unione Europea

Libia – Game over

LibyaNel pieno della fuga generale erano gli ultimi ad essere rimasti in una Libia che fatichiamo ogni giorno di più a definire come uno Stato. Per un senso di responsabilità o per degli interessi ritenuti più importanti della loro stessa incolumità gli italiani erano diventati una presenza irriducibile, nonché uno degli ultimi contatti accreditati tra questo disgraziato paese e il mondo esterno.

Alla fine hanno dovuto abbandonare anche loro la scena, testimoniando con questa dipartita il fallimento totale della primavera libica e di tutte le belle speranze che l’avevano accompagnata. Ora si evoca persino l’eventualità di un nuovo intervento militare a mandato internazionale, di cui l’Egitto di al-Sisi ha già dato un primo assaggio bombardando le postazioni jihadiste nell’est del paese per vendicare i cristiani copti uccisi dai jihadisti locali. Considerando gli effetti del primo intervento di quattro anni viene da chiedersi se ne valga nuovamente la pena. Continua a leggere Libia – Game over

Ucraina – Trappola mortale

German Chancellor Merkel, Russia's President Putin and French President Hollande attend a meeting on resolving the Ukraine crisis at the Kremlin in Moscow“In mancanza di un accordo non resta che la guerra”. Le parole del presidente francese François Hollande al margine dei colloqui di Mosca per mettere fine alle violenze dell’Ucraina suonano quasi anacronistiche in un’Europa abituata da oltre mezzo secolo di relativa pace.

Anche volendo essere meno pessimisti l’aria che tira tra i grandi del pianeta resta comunque carica di tensione. Se da questo lato dell’Atlantico si fa di tutto per mantenere i toni al livello più basso possibile, dall’altra parte dell’oceano Obama e i suoi tuonano in modo sempre più forte contro Putin, quasi cercassero ad ogni costo lo scontro aperto. Siamo davvero alla vigilia di una nuova, impensabile grande guerra? Continua a leggere Ucraina – Trappola mortale

Grecia – Tanta paura per nulla (?)

Tsipras JunckerC’è uno spettro che si aggira per l’Europa, anzi due e hanno il volto di Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis. O meglio erano uno spettro perché ovunque vanno il premier greco e il suo ministro delle finanze con il loro look giovanile e fuori dagli schemi suscitano più curiosità ed entusiasmo della paura evocata nel celebre motto comunista.

La citazione non si riferisce al fatto che il marxismo sia nella stessa famiglia politica a cui appartiene il loro partito Syriza. Vuole ricordare piuttosto la paura nel mondo politico-finanziario che un eventuale vittoria di Tsipras aveva suscitato alla vigilia del voto legislativo in Grecia, il terzo nell’arco di due anni e mezzo, facendo temere una tempesta sull’Eurozona e l’Unione europea. Continua a leggere Grecia – Tanta paura per nulla (?)

Unione Europea – Semestre annacquato

Renzi semestreDoveva andare a Bruxelles per dare uno scossone all’Europa, ma forse la spallata ha fatto più male a lui che alla vittima designata, sempre che poi l’abbia voluta effettivamente dare. Questa almeno è l’impressione che si ha tracciando un primo bilancio del semestre europeo a guida italiana firmato Matteo Renzi, il quale passa ora lo scettro alla Lettonia.

La presidenza Ue si è conclusa lo stesso giorno delle dimissioni di Giorgio Napolitano, aprendo uno scenario pieno d’incognite sul futuro del Quirinale. Non siamo comunque qui per discutere delle (spesso squallide) manovre che attenderanno la politica italiana nei prossimi giorni. Piuttosto resta da segnalare che il premier ha confermato in Europa un giudizio che molti hanno espresso già in patria: alle tante chiacchiere del debutto sono seguiti ben pochi fatti. Continua a leggere Unione Europea – Semestre annacquato

Russia – Giochi col gas

Russia’s Prime Minister Vladimir Putin sDopo sette anni dal suo annuncio il gasdotto South Stream che avrebbe dovuto rifornire l’Europa meridionale di gas russo, aggirando la sempre più “insidiosa” Ucraina, è stato definitivamente accantonato. A mettere la parola fine è stato lo stesso presidente Vladimir Putin, che durante una visita in Turchia ha commentato lapidario “se Bruxelles non lo vuole […] non sarà sviluppato”.

La mossa non giunge così inaspettata vista la crescente rivalità tra la Russia e l’Unione Europea per gli eventi ucraini di quest’anno, ma la fine del progetto ha comunque delle conseguenze economiche non da poco, visto che va a tagliare fuori molti importanti clienti per Mosca, Italia compresa. Continua a leggere Russia – Giochi col gas

Turkmenistan – Renzi il centrasiatico

Turkmenistan tuboQuando Ashgabat dichiarò la propria indipendenza dall’Unione Sovietica una ventina di anni fa, l’Italia fu uno dei primi paesi a riconoscere la neonata repubblica centrasiatica. Eppure fino allo scorso dicembre non esisteva ancora un’ambasciata italiana nel paese, mentre continua a non essercene una turkmena a Roma.

Proprio in questi giorni il premier Matteo Renzi si è recato in Turkmenistan per rafforzare i rapporti con un paese di cui qualche tempo fa avevamo già descritto le enormi potenzialità, soprattutto economiche. La visita ricopre dunque un’importanza notevole e ciò non soltanto dal punto di vista italiano, perché essendo Renzi anche presidente di turno dell’Unione europea aiuterebbe indirettamente quest’ultima a non restare troppo indietro per la delicata partita dello scacchiere centrasiatico. Continua a leggere Turkmenistan – Renzi il centrasiatico

Ungheria – Un piede in due scarpe

OrbanNella vecchia Europa tentata di rispolverare cortine di ferro che si credevano dimenticate, le sanzioni occidentali non hanno colpito solo la Russia, che viene accusata proprio in queste ore della NATO di aver sconfinato con i suoi carri armati in Ucraina. C’è infatti un altro paese dentro la stessa Unione Europea che provoca da tempo molti mal di pancia a Bruxelles e a Washington.

Si tratta dell’Ungheria di Viktor Obran, il primo ministro che non perde occasione di sfidare l’Ue con le sue politiche nazionaliste che destano l’ammirazione degli euroscettici, ma preoccupano per i toni a volte illiberali e radicali, specialmente in difesa dell’etnia magiara e delle minoranze ungheresi all’estero. Continua a leggere Ungheria – Un piede in due scarpe

Ucraina – Verso un caldo inverno

Donetsk flagIl mese appena trascorso aveva fatto ben sperare nell’andamento della crisi ucraina. Prima le aperture di Putin all’incontro Asem di Milano, dove sembrava riconoscere l’integrità del suo vicino; due settimane più tardi l’accordo sulle forniture di gas siglato tra Mosca, Kiev e Bruxelles, in cui si regolava anche la spinosa questione del debito che è uno dei punti più dolenti nella relazione tra russi e ucraini.

Non restava che attendere il passo successivo, ovvero il voto amministrativo locale che avrebbe dovuto costituire il primo passo per riconciliare il governo centrale con le regioni separatiste di Donetsk e Lugansk, teatro di una sanguinosa guerra fratricida. Alla fine il voto si è tenuto, ma in un modo che invece di proseguire il cammino di pace sta sconvolgendo nuovamente il delicato equilibrio tra Est e Ovest. Continua a leggere Ucraina – Verso un caldo inverno

Asem, l’Eurasia al dialogo

AsemSono giorni frenetici per Milano, che si prepara ad accogliere una cinquantina di capi di stato in occasione della decima edizione dell’Asia-Europe Meeting (Asem). Vista l’importanza dell’evento la città è stata praticamente blindata, con tanto di cecchini in piazza del Duomo e la circolazione limitata nelle zone più a rischio, come la vecchia fiera.

L’incontro riveste un’importanza particolare non soltanto per gli ospiti eccellenti, ma per una congiuntura geopolitica molto delicata che accompagna i due estremi del continente eurasiatico: la crisi ucraina ad ovest e la crescente competizione del Pacifico ad est. Continua a leggere Asem, l’Eurasia al dialogo

Terre rare, il nuovo idolo delle grandi potenze

cratere terreSono indispensabili per fabbricare la maggior parte delle tecnologie green (pannelli solari, pale eoliche o auto ibride), anche se per trovarle si rischia una catastrofe ambientale. Ma il loro utilizzo spazia in tantissime altre applicazioni, tra cui elettronica, medicina e ovviamente anche militare, che è una delle ragioni principali dell’interesse nei loro confronti.

Stiamo parlando delle terre rare, un insieme di 17 elementi chimici (scandio, ittrio e 15 appartenenti alla serie dei lantanoidi) che a dispetto della scarsa attenzione mediatica nei loro confronti potrebbero diventare un terreno (si perdoni il gioco di parole) di contesa geopolitica del XXI secolo come lo sono oggi petrolio e gas. Continua a leggere Terre rare, il nuovo idolo delle grandi potenze