Archivi tag: Siria

Iraq – Il collasso tra il Tigri e l’Eufrate

20140613-183003-66603774.jpgAppena due anni dopo la fine della missione americana e poco più di un mese dalle elezioni parlamentari, l’Iraq sembra essere sul punto di scomparire dalla cartina geografica e lasciare il posto ad almeno tre nuovi soggetti. In pochi giorni le milizie islamiste dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS) hanno realizzato una serie di successi militari tra il Nord e l’Ovest del paese che rischiano di far saltare il governo centrale e con esso l’integrità territoriale dello stato.
Le cause che hanno portato a questo disastro ovviamente non arrivano come un fulmine a ciel sereno, ma sono il frutto di divisioni interne di lungo corso che l’incerto contesto geopolitico di questi ultimi anni ha esasperato fino a livelli ormai intollerabili. E dire che di segnali importanti sulla tempesta che si stava approssimando ce ne sono stati. Peccato che la comunità internazionale fosse distratta altrove o magari credeva che la riconferma del premier al-Maliki potesse servire da bacchetta magica per i problemi che nel frattempo si accumulavano indisturbati. Continua a leggere Iraq – Il collasso tra il Tigri e l’Eufrate

Siria – Elezioni di un paese fantasma

20140605-164938-60578681.jpgInterviste pilotate, guardie che ti accompagnano fin dentro la cabina elettorale e trasferimenti forzati ai seggi. All’indomani del voto alle presidenziali siriane le voci da parte occidentale sui presunti brogli alle urne si rincorrono a più non posso. Le proteste comunque difficilmente rovineranno la festa a Bashar al Assad, che con il 88% di preferenze sui deboli candidati dell’opposizione (dei figuranti secondo i ribelli) riconferma la sua dinastia alla guida del paese per altri sette anni.
Il risultato era lungamente annunciato come in Egitto e Ucraina, due contesti che hanno suscitato reazioni più accomodanti nella comunità internazionale, segno che la legittimità o meno del candidato dipende in larga misura dalla sua collocazione geopolitica. La vittoria di Assad ha sicuramente ridato fiducia al regime, ma da qui a sostenere che essa sia il preludio del suo trionfo nella guerra civile ce ne vuole molto. Continua a leggere Siria – Elezioni di un paese fantasma

I tre pilastri della responsabilità di proteggere e l’azione delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti umani

20140520-164024-60024414.jpgLibia, Siria, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Ucraina. Questi paesi sono soltanto gli ultimi di una lunga lista in cui la questione dei diritti umani ha fatto discutere, specialmente per il modo con cui la comunità si è rapportata per ciascuno di essi. Un approccio che è ancora ben lontano dall’essere coerente, il che non stupisce visto che lo sviluppo di meccanismi appositamente creati per questo tema si è avviato solamente in tempi recenti.
Per descrivere la genesi e le difficoltà che ancora incontrano gli organismi dediti alla difesa dei diritti umani nel mondo c’è stato oggi un incontro intitolato ‘I tre pilastri della responsabilità di proteggere e l’azione delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti umani’ al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, in collaborazione con il Budapest Centre for the International Prevention of Genocide and Mass Atrocities.

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Siria – Le voci di chi non si arrende

HunaSouria“L’unico sfogo possibile per noi era andare a pisciare davanti alla proprietà del presidente” racconta Fouad Rouehia, giornalista di origini siriane evocando il suo passato. Si dice che gesto molto simile, fatto da un bambino chiamato Hamza al Khatib su una foto di Assad, gli sia costato momenti di atroce tortura, l’evirazione e infine la morte. Un orrore che per alcuni è stato una delle micce delle proteste che di lì a tre anni avrebbero trasformato la Siria in un ginepraio di equilibri di forza, ma soprattutto di opinioni.

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Turchia – Il biennio perduto di Erdogan

20140331-183151.jpgTredici anni fa uno stimato professore d’Istanbul chiamato Ahmet Davutoglu ha pubblicato un libro che gli studiosi di politica turca degli anni successivi avrebbero spesso richiamato per spiegare l’ascesa apparentemente irresistibile della Turchia di Erdogan. Quel testo si chiama Profondità strategica e il suo autore, che nel 2009 sarebbe diventato l’attuale Ministro degli Esteri di Ankara, professava un approccio internazionale molto più intraprendente del passato.
Obiettivo primario della strategia di Davutoglu è quello di rafforzare i rapporti con gli Stati vicini per consolidare il ruolo della Turchia come ponte tra Europa e Medio Oriente, una collocazione per certi versi molto simile a quanto accadeva ai tempi d’oro dell’impero ottomano. Quando Davutoglu è diventato Ministro le sue idee sembravano aver trovato l’occasione di dare finalmente i loro frutti. Cinque anni e numerosi sconvolgimenti dopo sarà ancora così?

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Siria – La bestia nera della guerra contro Assad

20140312-175513.jpgUn filmato diffuso pochi giorni fa dalla rete mostra le immagini di un edificio apparentemente abbandonato, dove un gruppo di persone viene fatto inginocchiare da un gruppo di uomini armati. Tra le persone piegate a terra ci sono degli adulti con la kefiah, il velo tradizionale dei popoli mediorientali, ma anche dei ragazzini con delle t-shirt colorate.
Attendono tutti in silenzio, mentre i loro sequestratori in uniforme e cappuccio si mettono a chiacchierare davanti alla telecamera, come se stessero girando un filmato amatoriale durante una vacanza. Forse anche per questo lo spettatore rimane scioccato dal momento in cui i miliziani alzano improvvisamente i loro fucili e fanno fuoco per massacrare le persone davanti a loro, non avendo pietà neppure per gli adolescenti. Questa è ISIL, il volto sempre più mostruoso dell’inferno siriano.

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Siria – Ginevra 2, una perdita di tempo?

Getty ImagesSi apre oggi a Montreaux, in Svizzera, la conferenza di pace conosciuta anche come Ginevra 2 per discutere una soluzione alla lunga guerra civile siriana. La vigilia dell’incontro è stata caratterizzata dalla proposta del segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon d’invitare al tavolo dei negoziati l’Iran, incontrando la ferma opposizione dei ribelli siriani che hanno minacciato di boicottare l’appuntamento. Per questo la comunità internazionale ha deciso di fare marcia indietro, lasciando così fuori da questo importantissimo confronto un paese il cui peso regionale risulta invece determinate per un’eventuale accordo.

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Libano – Rafiq Hariri, inizia il processo per il suo omicidio

20140116-183052.jpgIl tribunale speciale per il Libano istituito dalle Nazioni Unite all’Aja, nei Paesi Bassi, ha aperto oggi il processo per la morte di Rafiq Hariri, ex primo ministro libanese ucciso a Beirut assieme ad altre venti persone da un autobomba esplosa il 14 febbraio del 2005. I quattro imputati appartenenti al movimento sciita di Hizbullah non saranno però presenti al processo. E i lavori, che si preannunciano lunghi e difficili, rischiano di aggravare le tensioni di una società già profondamente divisa. Continua a leggere Libano – Rafiq Hariri, inizia il processo per il suo omicidio

Siria – L’ONG che mette in imbarazzo il governo turco

ONG turchiaPiù di tre anni fa un gruppo di navi cariche di aiuti umanitari salpava dalle coste di Cipro alla volta della Striscia di Gaza. Lo scopo di questo viaggio non era solo quello di portare soccorso ad una popolazione martoriata dall’isolamento, ma soprattutto forzare il blocco navale imposto dall’esercito israeliano sui Territori palestinesi.

Il resto è storia nota: le forze israeliane abbordarono le navi per costringerle ad arrendersi, ma su una di esse, la Mavi Marmara, l’equipaggio si ribellò finendo per contare tra le sue fila nove morti. Le vittime erano tutti militanti dell’IHH, una ONG turca con sede a Istanbul che con quell’incidente sarebbe divenuta nota in tutto il mondo. Oggi l’associazione ha fatto parlare di sé in termini ancora una volta molto controversi. Continua a leggere Siria – L’ONG che mette in imbarazzo il governo turco

Iraq – La jihad che vuole travolgere al-Maliki

Iraq al malikiDal Mediterraneo alle sabbie di Falluja, poi forse Baghdad. Preoccupa in questi giorni l’occupazione da parte di al-Qaeda di buona parte della regione occidentale irachena di al-Anbar, in particolare delle città di Ramadi e Falluja. Per capire l’entità della minaccia basti pensare che Falluja dista solamente sessanta chilometri dalla capitale, dove non cessano peraltro gli attentati e gli scontri settari con un bilancio di vittime che solo in queste ore ha raggiunto i venti morti. Continua a leggere Iraq – La jihad che vuole travolgere al-Maliki