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Libia – Il fantasma di sabbia

libiaA quasi tre anni dalla morte del sanguinario Gheddaffi non si ferma la decomposizione della Libia come stato. Dopo la fuga in massa degli ambasciatori da Tripoli è stata la volta del governo, che ha spostato tutti gli uffici e ministeri nella città orientale di Tobruk, ricordata ai più per esser stata assediata nella seconda guerra mondiale dal celebre generale tedesco Erwin Rommel.

Oggi non c’è più la svastica o i panzer a minacciare questa città, ma una galassia di miliziani che con le loro mitragliatrici, razzi e pick up hanno lentamente ma inesorabilmente tolto il tappeto da sotto i piedi delle autorità libiche. E la sfida da combattere per quest’ultime diventa ogni giorno più insormontabile. Continua a leggere Libia – Il fantasma di sabbia

Libia – Haftar ci riprova

20140519-184708-67628947.jpgTre mesi dopo un golpe che era apparso a molti come una mezza pagliacciata, il generale libico Khalifa Haftar è tornato in azione per “salvare il suo paese” dalla minaccia degli islamisti. Questa volta invece di limitarsi a fare un annuncio con un video, Haftar – un ex generale di Gheddafi abbandonato dal colonnello durante la guerra con il Ciad negli anni ottanta – ha deciso di fare le cose davvero in grande. Venerdì scorso i suoi seguaci hanno lanciato infatti una vera e propria offensiva militare a Bengasi, dove hanno seminato panico e distruzione con ogni tipo di mezzi, compresi i bombardamenti aerei.
L’entità di un assalto del genere conferma ancora una volta le difficoltà di uno Stato che a tre anni dalla caduta di Gheddafi ha ceduto il posto ad una brutale lotta per la sopravvivenza, esattamente come succede in Siria, ma con l’aggravante che qui il governo è assolutamente incapace di organizzarsi come l’efficiente (quanto spietato) apparato repressivo del clan Assad.

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Libia – Il rapimento del premier e la guerra civile silenziosa

Ali Zeidan“Fa parte dei giochi politici di ogni giorno” ha tagliato corto il premier libico Ali Zeidan sul suo rapimento di ieri, quando alle prime luci del mattino un commando facente parte degli stessi uomini che dovevano proteggerlo (la Camera Rivoluzionaria di Libia) lo ha prelevato dalla sua camera d’albergo di Tripoli per ritorsione sulla recente cattura a Tripoli di un leader islamista (Al Libi) da parte degli americani. Poi qualche ora dopo il premier è stato rilasciato per tornare nel suo ufficio come se nulla fosse, anche se in realtà la notizia conferma una situazione di gravità inaudita: lo Stato a quasi due anni dalla fine della guerra civile è praticamente inesistente.  Continua a leggere Libia – Il rapimento del premier e la guerra civile silenziosa