Archivi tag: democrazia

Je suis Charlie – Medioevo da Terzo Millennio

>>>ANSA/TERRORE A PARIGI, 12 MORTI IN ASSALTO A 'CHARLIE HEBDO'Libertà d’espressione contro il silenzio imposto dal terrorismo, barbarie contro civiltà, cittadini contro immigranti. In questi giorni drammatici in Francia molti hanno interpretato gli eventi opponendo un valore ad un altro, a seconda della propria sensibilità o anche di squallide convenienze politiche.

Quel che preoccupa di più in questa tragedia, non è tanto il pericolo di uno scontro tra un bene e un male, ma lo spettro di un caos che sta prendendo il sopravvento sulla volontà di migliorare i mali della nostra società. Continua a leggere Je suis Charlie – Medioevo da Terzo Millennio

Cuba – Il lungo disgelo

Disgelo Cuba - Usa, Obama riallaccia i rapporti con Cuba“Todos somos americanos”. Questa frase detta ieri da Obama rievoca parole dette più di cinquant’anni da John Fitzgerald Kennedy a Berlino: quell’“Ich bin ein berliner” che evocava in modo così efficace la vicinanza tra due popoli a dispetto delle differenze.

Il destino volle che Kennedy fosse anche lo stesso presidente con cui la rottura tra gli Stati Uniti e Cuba raggiunse uno dei suoi punti più bassi, specialmente con la fallita invasione della baia dei Porci. Un evento avvenuto a ridosso della nascita dell’attuale presidente americano, come Obama ci tiene a sottolineare per marcare la lunga quanto insensata durata di questa divisione. Che sia giunto davvero il momento di spazzare via una delle ultime eredità della guerra fredda? Continua a leggere Cuba – Il lungo disgelo

Egitto – Il sogno sepolto

al sisiCon il recente proscioglimento in appello dell’ex rais Hosni Mubarak dall’accusa per aver ucciso centinaia di manifestanti nel 2011 la parabola politica egiziana sembra aver compiuto il suo ciclo per tornare esattamente al punto di partenza. Come se non fosse successo proprio niente in questi ultimi quattro anni.

All’indomani della sentenza il procuratore generale ha parlato di errori dei giudici e ha annunciato un imminente ricorso alla Corte Suprema per calmare una piazza il cui fallimento ha comunque ben poco da spartire con il destino del vecchio tiranno. Continua a leggere Egitto – Il sogno sepolto

Tunisia – Al largo i giovani

BejiIn un Levante preda dell’anarchia e del terrore dell’IS il normale svolgimento di elezioni democratiche si profila come un’oasi che sopravvive in un deserto di sabbie mobili. Questa è l’impressione che si può avere raccogliendo i vari commenti occidentali sulle legislative in Tunisia, considerata l’unico successo di una stagione altrimenti devastante per il resto della regione.

Superando di oltre dieci seggi il partito che ha governato il paese negli ultimi tre anni, gli islamisti di Ennhada, i laici di Nidaa Tounes si aggiudicano questo round politico sperando di bissare portando alla presidenza il loro leader ultraottantenne Béji Caid Essebsi (nella foto). L’alternanza suggerirebbe una maturazione politica invidiabile a vicini come la Libia e l’Egitto, dove le istituzioni vengono cambiate con la forza delle armi invece che di quella delle urne. Continua a leggere Tunisia – Al largo i giovani

Cina – Un incerto braccio di ferro

rivolta hong kongDopo una settimana di proteste e scontri violenti tra manifestanti e la polizia (più si dice qualche infiltrato delle triadi e simpatizzanti progovernativi) le piazze e le strade di Hong Kong si apprestano a tornare lentamente alla normalità.

Ho consapevolmente aspettato di trattare l’argomento in parte perché lo avevo già affrontato tempo fa, quando il malcontento era ancora in gestazione, in parte per non farmi coinvolgere dal facile entusiasmo dei media per una rivolta che i più ingenui ottimisti si auguravano potesse arrivare fino a Tian’anmen. O peggio replicare nel Porto Profumato lo stesso massacro del 1989. Continua a leggere Cina – Un incerto braccio di ferro

Ucraina, Georgia – La pericolosa ebbrezza del trionfo

20140627-174025-63625329.jpgCon la stessa penna del suo predecessore Viktor Yanukovich, il nuovo presidente ucraino Petro Poroshenko ha firmato oggi a Bruxelles la parte economica dell’accordo di associazione con l’Unione europea. Il rifiuto di questo stesso patto a novembre aveva scatenato la rivoluzione che di lì a poche settimane avrebbe rovesciato l’ex presidente, sconvolgendo il quadro politico e regionale con le conseguenze che conosciamo tutti.
Assieme all’Ucraina erano presenti i capi di Stato di altre due ex repubbliche sovietiche, la Moldavia e la Georgia, che hanno firmato anche loro l’accordo di associazione che segna un nuovo passo verso la loro integrazione in Europa. La scelta dei tre paesi non farà sicuramente piacere alla Russia, la quale a vent’anni dal crollo dell’URSS considera ancora questi territori legati ad una sua sfera d’influenza. Ma l’apparente trionfo potrebbe risultare indigesto anche per la stessa Europa. Continua a leggere Ucraina, Georgia – La pericolosa ebbrezza del trionfo

Cina – Il fascino tormentato del Dragone

20140625-182303-66183314.jpgQuando il 1 luglio 1997 la città di Hong Kong ritornò sotto sovranità cinese dopo oltre un secolo di dominio britannico, alla popolazione locale era stata data la garanzia che l’isola avrebbe mantenuto un tipo d’istituzioni diverso rispetto a quello mono partitico della Repubblica popolare cinese.
La coesistenza tra un governo non eletto e uno più liberale, riassunto con la celebre frase ‘un paese, due sistemi’, si sarebbe dovuto mantenere fino al 2047, lasciando non pochi dubbi sul futuro della democrazia dell’isola una volta superata questa scadenza. In realtà, a nemmeno dieci anni dall’entrata in vigore dell’accordo, esso ha già dato i primi segni di cedimento, tanto che il prossimo 1 luglio si terrà ad Hong Kong una grande manifestazione per difendere il suffragio universale. Continua a leggere Cina – Il fascino tormentato del Dragone

Cina – Wukan, un tormentato esperimento di democrazia

20140318-171034.jpgQuando più di due anni fa gli abitanti di Wukan, un villaggio di pescatori del Guandong, si ribellarono contro i funzionari locali del partito comunista, molti credevano che il seguito di questa trama fosse già scritto nel solco della repressione. Troppi gli interessi in gioco per dei politici così assetati di denaro da requisire senza alcuna vergogna la terra ai contadini, per poi rivenderla alle grandi imprese immobiliari del paese nella certezza di farla sempre franca.
Stanca di questo meccanismo perverso e aizzata dalla misteriosa morte in carcere di uno dei loro rappresentante, Xue Jinbo, la gente di Wukan finì col sollevarsi contro i governatori corrotti in una rivolta simile a molte altre schiacciare con la violenza. Eppure, tra lo stupore generale, i rivoltosi riuscirono non solo a cacciarli via, ma addirittura ad eleggere i propri rappresentanti senza che il governo si opponesse più di tanto a questa prova inedita di democrazia. Anche la Cina dunque si stava incamminando verso un sistema liberale?

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