Archivi categoria: Europa orientale

Russia – Vecchi rancori alle porte di Sochi

20140131-165306.jpg Mancano ormai pochissimi giorni all’inizio delle Olimpiadi invernali di Sochi, dove l’attenzione resta alta anche a causa dei numerosi attentati che dallo scorso dicembre hanno colpito la città di Volgograd e le regioni più calde del Caucaso come il Daghestan.
Ma ad accrescere la tensione attorno a Sochi non è soltanto il terrorismo islamico, usato forse come pretesto dalla Russia per gettare sale nella ferita ancora fresca che ha inflitto in quello che si potrebbe definire il suo vicino più riottoso: la Georgia.

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Serbia – Le elezioni anticipate e lo strano gioco di Vucic

20140130-175135.jpgOra o mai più. Dev’essere stato questo il pensiero del vicepremier serbo Aleksandar Vucic quando ha deciso di spingere verso nuove elezioni, nonostante il suo governo di centro-sinistra godesse di ottima salute. La mossa di Vucic potrebbe suonare a dir poco bizzarra, specialmente perché arriva una settimana dopo l’apertura dei negoziati per l’ingresso di Belgrado nell’Unione Europea, davanti alla quale non fa davvero una bella figura. Ma quello che all’apparenza sembra strano in realtà nasconderebbe una strategia ben congegnata.

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Slovenia – 17 anni per ottenere giustizia ad uno stupro

20140128-174958.jpgLa lunghezza dei processi è diventato qualcosa di proverbiale in Italia, anche se qualche giorno fa la Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha condannato la Slovenia per un processo la cui durata ha avuto semplicemente dell’incredibile.
Una donna slovena, che aveva denunciato uno stupro di gruppo nel lontano 1990, ha dovuto infatti attendere la bellezza di 17 anni per ottenere un risarcimento di 5.000 euro, che la Corte di Strasburgo giudica però insufficiente di fronte al gravissimo ritardo giudiziario.

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La Tana alla presentazione di Limes – Polonia, l’Europa senza euro

LimesMentre in Ucraina si continua a combattere in strada per il futuro della collocazione in Europa, oggi a Roma si è tenuto un interessante dibattito all’Istituto polacco di Roma per presentare l’ultimo numero della rivista di geopolitica Limes: Polonia l’Europa senza euro.

L’incontro che si è svolto intorno alle 17.30 ha visto nell’ordine l’intervento dell’ambasciatore polacco Wojciech Ponikiewski, l’ex ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema, l’ex premier e ministro degli Esteri polacco Wlodzimierz Cimoszewicz e l’amministratore delegato di Finmeccanica Alessandro Pansa. Tutti e quattro erano moderati dal direttore della rivista Limes Lucio Caracciolo. Moltissimi gli spunti su un paese che a dispetto della scarsa attenzione dei media riveste comunque un ruolo di prim’ordine in Europa e non solo. Continua a leggere La Tana alla presentazione di Limes – Polonia, l’Europa senza euro

Ucraina – Voci d’interventismo per fermare la carneficina

UcrainaLa situazione ucraina peggiora di giorno in giorno. Ormai non si contano più soltanto feriti, circa 160 se ci limitiamo agli scontri dall’inizio della settimana. Ad aggravare il quadro è la notizia che questa notte a Kiev sarebbero morti tre attivisti, due dei quali uccisi a colpi di arma da fuoco dalla polizia. 

La linea dura adottata dal presidente Yanukovich, che non si è opposto neppure alla recente entrata in vigore delle nuove leggi anti-repressione, sta trasformando il paese in un campo di battaglia che nessuno sembra in grado di evitare.  Continua a leggere Ucraina – Voci d’interventismo per fermare la carneficina

Ucraina – Nel silenzio Yanukovich porta avanti la repressione

Ucraina litigioDopo le rivolte di fine novembre non si parla più tanto dell’Ucraina, facendo forse accontentare qualcuno delle rassicurazioni del presidente Yanukovich sulla riapertura del negoziato con l’Europa. Ma la situazione politica ha in realtà preso una brutta piega come ha dimostrato la rissa scoppiata al Verchovna Rada, la sede del Parlamento. Non tira davvero una bella aria per le strade di Kiev. Continua a leggere Ucraina – Nel silenzio Yanukovich porta avanti la repressione

Russia – Volgograd e Daghestan, gli spettri dello zar Putin

VolgogradOre di terrore a Volgograd, meglio nota con il suo vecchio nome di Stalingrado che viene associato ad una delle battaglie più epiche e decisive della seconda guerra mondiale. Nell’arco di una giornata due attentati dinamitardi ad opera di gruppi jihadisti del Daghestan hanno colpito una stazione e un autobus della città uccidendo almeno una trentina di persone. Continua a leggere Russia – Volgograd e Daghestan, gli spettri dello zar Putin

Russia – Soci 2014, le Olimpiadi dei pregiudizi

Quarant’anni fa Bobby Rings, campione di tennis tra gli anni trenta e quaranta, in uno slancio di orgoglio sessista dichiarò che il gioco femminile era così inferiore a quello maschile che anche un cinquantacinquenne come lui sarebbe stato in grado di battere una primatista di trent’anni più giovane senza troppi problemi. 

La diretta interessata di allora, Billie Jeane King – già vincitrice di svariati tornei Wimbleton e U.S. Open – accettò allora la sfida che sarebbe stata ricordata come la ‘Battaglia dei Sessi’ e si sarebbe disputata il 20 settembre 1973 allo Houston Astrodome, in Texas, dove riuscì ad umiliare Rings e le sue assurde convinzioni. Nelle prossime settimane la King rivivrà in qualche modo il brivido di allora mettendo in imbarazzo un altro uomo dalle idee non meno agghiaccianti: il presidente russo Vladimir Putin e la sua politica aspramente omofoba. Continua a leggere Russia – Soci 2014, le Olimpiadi dei pregiudizi

Ucraina – Berkut, la mano nera di Yanukovich

Dopo mesi di strapotere politico del presidente Yanukovich e della sua cerchia, il suo no all’accordo con l’Unione Europea è stato come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In questi giorni infatti la situazione in Ucraina si è fatta a dir poco incandescente al punto da rievocare l’atmosfera della Rivoluzione arancione di nove anni fa, quando sempre Yanukovich dopo aver vinto le elezioni presidenziali facendo un evidente uso di brogli venne costretto a rinunciare da una travolgente manifestazione di piazza guidata da Viktor Jushenko e Julia Tymoshenko.

Con uno slancio ancora più violento di allora, i manifestanti hanno preso d’assalto le principali piazze di Kiev e gli edifici governativi chiedendo la dimissioni di Yanukovich e del premier Azarov. Gli scontri con la polizia hanno causato finora centinaia di feriti anche a causa dell’ingresso tra le forze di sicurezza dei temutissimi agenti antisommossa conosciuti come Berkut. Continua a leggere Ucraina – Berkut, la mano nera di Yanukovich

Ucraina – Yanukovich torna nelle braccia di Putin

YanukovichUna guerra combattuta a suon di cioccolatini e merendine. Tra le ultime, incredibili trovate del Cremlino per allontanare l’Ucraina dall’Europa al Cremlino c’è stata quella di boicottare i dolci della casa Roschen, di proprietà dell’ex ministro Petro Poroshenko che per questo ha dovuto mettere in esubero centinaia di dipendenti. Il messaggio per Kiev non poteva essere più chiaro: se scegliete l’Europa vi ritroverete senza il vostro principale mercato e per la vostra economia sarà la fine. Continua a leggere Ucraina – Yanukovich torna nelle braccia di Putin