Creed II: redenzione e rinascita

 

Se a distanza di oltre 40 anni la saga di Rocky Balboa continua ad accendere i cuori di tanti appassionati di ieri e di oggi il motivo essenziale è che il personaggio ideato a Sylvester Stallone incarna alla perfezione le difficoltà, le salite e i percorsi di ognuno di noi. Siamo ormai a l’ultimo capitolo, è infatti nelle sale Creed II, atteso sequel di quel Creed – Nato per Combattere che tanto aveva fatto ben parlare di se nel 2015.  Alla regia Steven Caple Jr. che sostituisce Ryan Coogler. 

ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Un film che ha emozionato, esaltato e divertito il pubblico grazie alle sue introspezioni: un anziano Rocky allena il figlio del leggendario Apollo Cred conducendono al titolo di Campione mondiale dei pesi massimi. Ma il ragazzo dovrà presto fare i conti con un passato ingombrante e sarà chiamato a riscrivere la storia della sua famiglia. Un’inaspettata sfida compare all’orizzonte: Viktor Drago, figlio del famoso Ivan Drago che uccise Apollo Creed nel 1985.

Da sottolineare certamente la colonna sonora, di grande effetto, e nuove sperimentazioni visive grazie a una serie di inquadrature in soggettiva che tanto abbiamo apprezzato perchè ci hanno catapultato  nella difficile situazione di Adonis. Unico elemento poco apprezzato risulta essere un’eccessiva lentezza in alcuni passaggi forse troppo marcata, causata però da motivazioni più che valide: l’introspezione psicologica, precisa, dei personaggi.

Per Adonis arriva la sfida che lo tramuterà in una legggenda, il ragazzo infatti si renderà conto che non è un titolo a fare l’uomo o il Campione. Ci sono momenti in cui non si possono non affrontare i propri demoni interiori: dovrà farlo non per suo padre, non per Rocky, ma solo per se stesso.

Ciò che ci ha colpito è la tematica della redenzione, per Rocky, per Adonis e anche per quella macchina pugilistica che si incarna in Ivan Drago desideroso di vendetta e pronto a scaraventare tutta la rabbia di suo figlio Viktor contro Adonis e Rocky. Riuscira a riabilitarsi nei confronti di una Russia che lo ha abbandonato? Riuscirà a dare il giusto valore alla sua famiglia? Queste le domande per un Drago molto più umano e delineato, caratterizzato all’interno di una sceneggiatura approfondita e coerente.

Creed II ci ha convinto e lo ha fatto non tradendo mai lo spirito originale della saga di Rocky ma ora la questione più difficilie da porsi: riuscirà questo franchising a camminare da solo ed avere vita propria staccata dalla storia di Balboa? Qualche dubbio c’è nonostante la qualità di un attore come Michael B. Jordan e lo spessore dei due film a lui dedicati. Questa è forse un’altra sfida da vincere e se da un lato sembrerebbe essere l’ultimo per Sylvester Stallone, che trova una più che degna conclusione per il personaggio di Rocky Balboa, in fondo non lascia totalmente chiuse le porte per un eventuale seguito.

 

 

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