Grecia – Tanta paura per nulla (?)

Tsipras JunckerC’è uno spettro che si aggira per l’Europa, anzi due e hanno il volto di Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis. O meglio erano uno spettro perché ovunque vanno il premier greco e il suo ministro delle finanze con il loro look giovanile e fuori dagli schemi suscitano più curiosità ed entusiasmo della paura evocata nel celebre motto comunista.

La citazione non si riferisce al fatto che il marxismo sia nella stessa famiglia politica a cui appartiene il loro partito Syriza. Vuole ricordare piuttosto la paura nel mondo politico-finanziario che un eventuale vittoria di Tsipras aveva suscitato alla vigilia del voto legislativo in Grecia, il terzo nell’arco di due anni e mezzo, facendo temere una tempesta sull’Eurozona e l’Unione europea.

Alla fine l’apocalisse non c’è stata e le borse sono addirittura in ripresa, come se le precedenti preoccupazioni in fondo non avessero alcun senso. I principali leader europei non hanno esitato ad accogliere a braccia aperte il nuovo premier, compresi i pezzi grossi di Bruxelles con cui Atene spera di rinegoziare il suo debito in termini più sostenibili per un’economia che soffre il 25% di disoccupazione e un rapporto debito/PIL arrivato al 175%.

Grande euforia anche da parte del collega italiano Matteo Renzi, col quale ha molto da condividere non tanto per prossimità politica vista l’attuale vocazione centrista del PD, ma per ragioni anagrafiche e soprattutto di metodo, ossia scombinare con disinvoltura il quadro delle alleanze per raggiungere il proprio fine: al di qua dello Ionio il patto del Nazareno, al di là l’alleanza con i nazionalisti anti-austerity di Anel.

In occasione dell’incontro tra Renzi e Tsipras, il primo non ha mancato l’occasione per rispolverare il suo ben noto vocabolario di belle speranze e fiducia per un’altra Europa. Del resto proprio dall’Italia è arrivato un contributo molto importante a smuovere le torbide acque dell’Ue. Non stiamo però parlando del governo italiano ma di Mario Draghi, che con la sua decisione a gennaio di far acquistare alla Bce titoli di stato ha fatto molto più nell’arco di un annuncio che di un intero semestre Ue a guida italiana.

L’ingegnere di Atene avrà più fortuna di Renzi a cambiare le cose in Europa? Per ora la scena è dominata da sorrisi, strette di mano e iniezioni di fiducia. A rimettere tutti con i piedi per terra ci pensa l’austero ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che all’indomani della vittoria di Tsipras alle elezioni ha sentenziato lapidario: “Le elezioni non cambiano nulla. Ci sono delle regole”. La partita tra la Grecia e gli eurocrati è tutt’altro che chiusa.

 

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