Sri Lanka – Monaci da guerra

20140619-174504-63904268.jpgWataraka Vijitha Thero è un monaco cingalese molto meno conosciuto del Dalai Lama, sebbene sia salito agli onori della cronaca per un fatto molto spiacevole. È stato infatti trovato nella città di Panadura, a sud della capitale Colombo, dopo essere stato picchiato e denudato molto probabilmente da altri buddisti come lui. Il motivo? Aver osato criticare la loro violenza che avevano commesso pochi giorni prima contro la minoranza musulmana.
Dopo il Myanmar, dove sono anni che si parla dei gruppi di fanatici buddisti – tra cui il famigerato gruppo 969 – che hanno massacrato decine di musulmani Rohingya e costretto alla fuga diverse altre migliaia, anche lo Sri Lanka si sta dunque macchiando di un fenomeno che di per sé suonerebbe come una specie di ossimoro: la violenza buddista.

Anche qui l’attore principale è un gruppo buddista conosciuto come Bodu Bala Sena (BBS), il cui significato ha un suono vagamente squadrista, ovvero ‘Brigate Buddiste’. L’organizzazione, nata nel 2012 con sede a Colombo, si è contraddistinta fin da subito per aver lanciato delle campagne e degli slogan profondamente intolleranti contro le minoranze etniche dell’isola, ovvero cristiani, musulmani e induisti.
Nonostante le cifre decisamente a favore dei buddisti (70% contro il 7% per ognuna delle altre tre religioni), il BBS si oppone tenacemente al multiculturalismo che considera una minaccia alla ‘razza singalese’, un altra similitudine inquietante. Per questo motivo il suo bersaglio principale sono i musulmani, contro i quali hanno portato avanti una serie d’iniziative per ‘contenerne’ l’influenza. In una di esse, avvenuta l’anno scorso, ad esempio sono riusciti ad impedire che i prodotti alimentari ottenessero – a discrezione dei commercianti – una certificazione halal, ossia la garanzia che la merce fosse in linea con i precetti dell’islam.
Oggi come allora il gruppo tende spesso a passare dalle manifestazioni ’pacifiche’ a molto più energiche spedizioni punitive, con i loro seguaci che danno sfogo a veri e propri atti vandalici. Un’aggressione ad un monaco buddista di pochi giorni fa ha però scatenato nella città costiera di Alutgama una reazione molto più violenta del solito. Qui i fanatici buddisti non solo hanno saccheggiato e distrutto le case dei musulmani, ma hanno anche ucciso tre persone e ne hanno ferite almeno settanta, costringendo i superstiti a cercare riparo in un campo profughi improvvisato.
Tutto questo sarebbe avvenuto sotto gli occhi impassibili delle forze dell’ordine, un comportamento che molti spiegano per via del potente protettore del BBS, vale a dire il ministro della Difesa Gotabhaya Rajapaksa, il quale neanche a farlo apposta è il fratello dell’attuale presidente cingalese Mahinda.
L’episodio ha attirato nuovamente lo sdegno internazionale per un paese che sembra non uscire mai dal vortice dell’odio settario. Solo cinque anni fa, con Mahinda già in carica, si era conclusa la quasi trentennale lotta tra il governo singalese e le Tigri Tamil, che volevano creare uno stato a maggioranza indù nel nordest dell’isola. Il bilancio di quella guerra civile aveva registrato la cifra pesantissima di centomila morti, nonché ripetute violazioni dei diritti umani da entrambe le fazioni che sono state in parte raccontate nel docu-film No Fire Zone: The Killing Fields of Sri Lanka. Ma come avviene spesso in questi casi molti dei responsabili di quelle atrocità che appartengono ai ‘vincitori’ continuano a sedere indisturbati agli stessi posti.
Ignorando completamente gli appelli dell’opposizione, che suggerisce di considerare il BBS dei terroristi come lo furono le Tigri Tamil, il governo non interviene più di tanto, a parte qualche rimborso alle famiglie delle vittime, per arginare la violenza di una fazione che in fondo è a lui vicina. Per quanto riguarda la parte sana dei buddisti cingalesi, quelli che si lamentano dei metodi del BBS, vengono dispersi dalla polizia o devono aspettarsi un destino come quello del monaco Wataraka Vijitha Thero.

Foto AFP

3 pensieri su “Sri Lanka – Monaci da guerra”

  1. l’ignoranza è il principale male per il buddhismo Non vi è niente di strano che ne siano accecati anche monaci e laici buddhisti. Semplicemente sbagliano ed è giusto denunciarlo, se questo articolo dice la verità Sicuramente dice anche delle balle Mi sono letto gli articoli e i discorsi dei monaci cosidetti fanatici e a parte qualche articolo non islamicamente corretto, non vi è sicuramente nessun incitamento alla violenza. Questo non li giustifica. Mi chiedo però se nei paesi islamici vicini a questi paesi buddhisti dove capita lo stesso ( e nessuno ne parli mai per favore meno che i perseguitati non siano cristiani)ma da parte degli islamici verso animisti e buddhisti induisti ecc si ritiene di non essere fanatici a fare la stessa cosa e non si può dire che sia una conseguenza Se è islamicamente corretto e in linea con la legge islamica il fanatismo non si chiama fanatismo ne razzismo ? allora le religioni non sono tutte uguali Alcune hanno più diritti di altre

  2. Non voglio dire con questo che non ci si possa riconoscere in un islam pacifista e tollerante che non merita certo di queste azioni di intolleranza da cui io mi dissocio e condanno Però anche i mass media a volte sono feroci Ricordate i massacri del Ruanda molti demonizzavano i Tutzi che poi sono state le vere vittime.

  3. per quanto riguarda l’attacco ai prodotti dei commercianti islamici viene superficialmente trascurato dall autore dell articolo che vi sono delle ragioni etiche contro i prodotti halal dei musulmani. si fanno morire gli animali in modo straziante ( vi sono anche prove scientifiche)e questo per rispetto di una norma dei testi sacri come se fossimo ancora nel 600 dc. Uno dei valori del buddhismo è di non far soffrire ogni essere Si incoraggia la dieta vegetariana anche nei testi sacri.

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