Unione Europea – Che senso ha oggi votare per Bruxelles

Parlamento UeI lettori che ci seguono da più tempo avranno notato che da quando abbiamo traghettato il nostro sito da Blogger a WordPress non ci siamo più occupati dell’Italia e dell’Occidente. Ciò da una parte è dovuto ad una precisa scelta editoriale che, come indicato anche nella sezione About, vuole dedicarsi soprattutto ai contesti emergenti, i quali nonostante siano meno chiacchierati possono covare potenzialità più interessanti dei ‘soliti attori’.
Per una volta tanto voglio fare un’eccezione dedicando qualche riga alle imminenti elezioni europee e voglio cogliere l’occasione per fare una riflessione su una realtà che, almeno dalle nostre parti, tende ad essere dipinta in maniera troppo stereotipata. E questo vale tanto per i neonazi(onalisti) che per gli europeisti che non vanno oltre la propaganda un po’ stucchevole degli spot che vediamo in questi giorni alla televisione.

Come prima cosa ci tengo a precisare che andrò a votare, come ho sempre fatto da quando ho questo diritto, anche quando una volta non mi trovavo d’accordo con nessuno dei candidati e mi sono messo a scarabocchiare la scheda elettorale, il che secondo me è una forma di protesta molto più sfiziosa della mera diserzione.
Naturalmente non sarà questo il caso, perché dopo attenta valutazione ho trovato il modo di scegliere una forza abbastanza in linea l’idea che vorrei di Europa. Qualcuno potrebbe obiettare che comunque andrà sarà inutile, che non cambierà niente e da un certo punto di vista hanno qualche ragione come cercherò di spiegare di seguito. Ascoltando le varie trasmissioni di approfondimento o raccogliendo le dichiarazioni dei politici più diversi ho constatato che purtroppo nella nostra classe dirigente siamo ancora ben lontani dall’avere una consapevolezza europea.
I titoli dei giornali non si occupavano che so di Eurobond, di politica di sicurezza comune, di politiche comunitarie nell’energia o per un’agricoltura più sostenibile, ma degli 80 euro di Renzi, dei 1.000 euro di pensione promessi da Berlusconi, dei processi popolari-giacobini di Grillo, facendomi venire il dubbio se stessimo andando ad eleggere i parlamentari di Bruxelles o di nuovo quelli di Montecitorio.
Una simile incapacità non aiuta certo a dare un’idea chiara alla gente di cosa significhi davvero l’Europa, consolidando (e strumentalizzando) l’immagine di essa come un covo di gelidi burocrati che tramano alle nostre spalle al servizio della Merkel e del suo Quarto Reich economico. E da letture stereotipate il passo a risposte stereotipate è breve, anzi brevissimo. Molti ad esempio chiedono a gran voce l’uscita dall’euro e il ritorno alla compianta lira (magari anche alla televisione di Mina e Carosello già che ci siamo), ignorando volutamente o meno come la competitività di quei tempi sia radicalmente diversa a quella attuale.
Di fronte a giganti geopolitici come la Cina, l’India o Brasile (e la lista potrebbe allungarsi) o a vicini molto più assertivi di un tempo come la Russia l’idea di tornare a camminare in ordine sparso è semplicemente ridicola e ci offre come sbocco più probabile una povertà o schiavitù peggiore di quella che paventano con la permanenza nell’Ue i più feroci euroscettici.
Questo dovrebbe già di suo frenare chi in modo superficiale vuole sminuire il valore dell’architettura europea, la quale non bisogna dimenticarlo è anche il frutto della lungimiranza di chi aveva appena vissuto sulla propria pelle la ‘lunga guerra civile’ (1914-1945) che aveva portato il continente ad un passo dalla propria autodistruzione e volevano che ciò non si ripetesse mai più.
Un ideale così elevato per l’Unione Europea non deve nemmeno farcela idealizzare troppo. Da meccanismo di stabilità di pace essa si sta tramutando pericolosamente in fonte di nuova instabilità e attrito sia tra i suoi membri che verso gli attori esterni. Il commento poco lusinghiero della diplomatica Nuland sul ruolo di Bruxelles (“che l’Unione Europea si fotta!”) nella sua pasticciata gestione della crisi ucraina è l’esempio più recente della sua inconsistenza, qualcosa di veramente paradossale se pensiamo al suo peso nel mondo in termini di PIL e popolazione.
In questi anni inoltre sono emerse tantissime storture persino in quei settori dove l’integrazione era considerata più sviluppata, come l’agricoltura che ha visto proliferare nel mercato unico dei prodotti che sembrano rispondere alle esigenze di profitto facile delle multinazionali. Invece di garantire una qualità che dovrebbe contraddistinguere l’Europa dai concorrenti dei paesi emergenti sono esplosi scandali sulla carne equina, sugli oli d’oliva senza olive e molto altro ancora. E anche questo ha un suo effetto catastrofico sul sentimento da nutrire verso l’Ue.
Piuttosto che discutere se rimanere o meno nell’Europa o continuare ad ignorarla sarebbe meglio iniziare a far entrare seriamente nel dibattito problemi del genere, avere più consapevolezza di come essa funzioni per smettere di vivere passivamente delle scelte che ci sembrano estranee ma al contrario provare a migliorare le cose. Anche la democrazia è un sistema imperfetto, eppure ben pochi sono d’accordo che questa sia una ragione sufficiente per rinunciarvi senza far nulla. Questa sarebbe una vera svolta radicale, non le minacce di distruggere tutto o di compattare per il bene dello status quo i ‘moderati’, parola che con le esigenze di forte discontinuità che abbiamo mi mette i brividi almeno quanto i populismi. Prendere posizione sull’argomento sarebbe di suo un punto di partenza. Farlo con giudizio sarebbe ancora meglio, ma far finta di nulla e poi lamentarsi perché non è cambiato niente sarebbe imperdonabile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...