La Casa, l’incubo ritorna

la-casa-horrorI morti vi seppelliranno.

Chi non ricorda il film terrificante (nel senso di pauroso, non di brutto!) del 1981 intitolato La Casa? Oggi, trent’anni dopo quel capolavoro firmato Sam Raimi, Fede Alvarez realizza un remake che di certo non delude i fan più accaniti.

Mia (Jane Lavy), una ragazza intrappolata nella tossicodipendenza e segnata da un passato difficile, decide di allontanarsi per tentare una disintossicazione e invita suo fratello David (Shiloh Fernandez) e altri suoi tre amici Eric (Lou Taylor Pucci) Olivia (Jessica Lucas) e Natalie (Elizabeth Blackmore) a passare un po’ di tempo in un vecchio cottage di famiglia. Quella casa, ormai abbandonata, è stata però violata da qualcuno, in cantina i ragazzi ritrovano un antico libro rilegato in pelle umana e scritto col sangue con all’interno alcune formule misteriose… Sarà l’inizio di una terrificante serie di eventi inspiegabili e violenti che apriranno le porte dell’inferno.

La pellicola, prodotta da Sam Raimi, Bruce Campbell (Ash nel film dell’81) e Rob Tapert (che costituivano il team originale), è certamente il migliore dei remake visti negli ultimi anni. Un elemento da cui partire è certamente la scelta riguardante il limitato utilizzo della CGI: l’effetto di bellezza melodrammatica tecnicamente perfetta ma poco realistica che scaturisce dal suo utilizzo è qui infranto restituendo quella percezione/illusione perduta, lo spettatore ha l’impressione di vedere realmente braccia amputate e coltelli nelle carni e ne rimane fatalmente inorridito, scioccato da una violenza senza fine.

Il regista Fede Alvarez, all’esordio sul grande schermo (ha diretto il cortometraggio Panic Attack), è riuscito ad aggiornare la storia originale senza sconvolgerla: la sceneggiatura l’ha scritta con Rodo Sayagues mantenendo le idee di partenza suggerite da Raimi e Campbell ma cercando di creare qualcosa di suo, qualcosa di innovativo, un horror “contemporaneo” allo stato puro.

E infatti sulla realizzazione del film Raimi ha dichiarato: “C’erano delle cose cui ero contrario, Fede a volte ci ha ascoltato, a volte no. Piano piano ho ceduto a lui il controllo artistico, perchè rispettavo la sua visione”.

“Il nostro più grande regalo al regista è stato quello di non cercare di controllarlo” afferma invece Campbell. ” Ci siamo concentrati sulle cose che volevamo restassero fedeli alla serie e il resto è tutto di Fede”.

La Casa di Alvarez sarà dunque un luogo dove il sangue invaderà lo schermo, il male tornerà a vivere e i demoni dell’inferno si potranno fermare in un solo modo: attraverso una scelta impensabile ma che si rivelerà la sola via di salvezza, tutto sotto lo “sguardo” impassibile di un libro senza tempo…

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