Elysium, la Terra dei pochi

imagesQuando non ci sarà più da vivere sulla Terra ne costruiranno un’altra. Il problema? Sarà solo un paradiso per pochi. Questo è Elysium interpretato da Matt Damon.

Scritto e diretto da Neill Blomkamp e con protagonista anche Jodie Foster la pellicola è ambientata in un futuro lontano, nel 2154, periodo che vede la Terra consumata, inquinata, praticamente invivibile.

Ma, in realtà, sulla Terra sono rimasti solo i poveri e gli operai delle poche imprese rimaste, tutti gli altri, la classe dirigente, è su Elysium. Stazione spaziale, serra artificiale dove è stata ricostruita minuziosamente tutta la bellezza naturale della Terra, Elysium, è un luogo di privilegiati assolutamente non accessibile al resto dell’umanità. Con una tecnologia avanzatissima capace addirittura di curare ogni forma di malattia, la stazione sarà l’unica via di salvezza per un povero operaio ex galeotto, Max (Mat Damon), rimasto accidentalmente esposto a radiazioni letali. Ma la sfida sarà ardua: per raggiungerla dovrà portare avanti una vera e propria guerra rivoluzionaria capace di sovvertire tutti gli equilibri sociali che avevano esiliato centinaia di milioni di persone.
Dopo Oblivion ecco un altro esempio di pellicola dall’alto tasso di catastrofismo. Interessante è l’analisi sulla visione che questi registi hanno del futuro dell’umanità. Elysium è l’esempio di una tendenza che vede il cinema profondamente pessimista. Se per tutti gli anni ‘80 e ‘90 avevamo avuto una rappresentazione dell’avvenire positiva e speranzosa (un esempio potrebbe essere Ritorno al Futuro parte II) oggi ci vengono presentati film nei quali il futuro è qualcosa di terribile, di spaventoso.

Il motivo? Non c’è più la stessa “incosciente” fiducia di una volta. Oggi il futuro è qualcosa di arido, una vera e propria minaccia alle future generazioni.
E la pellicola in questo risulta eccellente dandoci una visione tanto violenta quanto cruda dell’avvenire. Il metodo? Una descrizione di un futuro possibile nel quale le differenze saranno ancora più marcate di oggi. Dove ricchi e poveri combatteranno la guerra finale per la sopravvivenza senza nessun tipo di giustizia sociale.

Ottima la prova di Damon che con verisimiglianza e passione si cala a dovere nella parte dello sfortunato antieroe Max. Un uomo che inizia lottando per la propria sopravvivenza e che si ritroverà il rappresentante dell’ intera umanità oltraggiata e violata da ingiustizie senza fine.

 

 

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