Hotel Transylvania: la storia di ognuno di noi

hotel-transylvania-image-9Gestito dall’esilarante e iperprotettivo Conte Dracula in questo Hotel tutti i mostri potranno spassarsela in armonia esprimendo tutta la loro unica, raccapricciante, quanto straordinaria, natura…un posto per le loro famiglie, tutti insieme per un evento speciale: Mavis, la figlia del Conte, è ormai vicina ai suoi 118 anni…la festa è garantita!

Divertente e ironicamente intelligente mix di risate e riflessioni con tanto sano divertimento. Tutto questo è Hotel Transylvania, film d’animazione diretto da Genndy Tartakovsky.

Il film presenta certamente una storia paradossale e può essere considerato come una risposta alternativa alla solitudine e all’emarginazione che abbiamo conosciuto nelle pellicole di Tim Burton.

L’idea di fondo è stata quella di prendere le icone più classiche del cinema horror e trasformarle in un gruppo di “persone” straordinarie con reali problemi di sopravvivenza. Ma qui la risposta non sta in una in una solitudine senza vie di uscita o in una “depressa” malinconia esistenziale ma in una sana voglia di aggregazione e divertimento.

L’Hotel è in realtà la ricostruzione della società reale e organizzata, è una tutela positiva per i diritti di chi è altro da una normalità che in definitiva spaventa molto di più. Gli umani in questo film, come nell’immaginario Burtoniano, sono le vere bestie da cui guardarsi le spalle.
Notevole è la loro rappresentazione: se infatti i mostri sono ben caratterizzati e definiti, gli umani sono piatti, tutti uguali e poco intelligenti. Jonathan, uno di loro per sbaglio capitato nei paraggi, per “sopravvivere” ed essere accettato da questa stramba comunità sarà costretto a travestirsi da mostro.

Ma questo film è anche altro: è la storia di un padre e di una figlia, Dracula è un genitore iperprotettivo, affettuoso e moderatamente ingenuo che crede di poter controllare le cose e in particolare gli sbagli di sua figlia. La famiglia e i problemi ad essa relativi sono il minimo comune multiplo delle vite di tutti i mostri dell’Hotel dipinti, da questo punto di vista, come le persone comuni.

La produttrice Michelle Murdocca ha dichiarato: “La cosa più difficile nella vita di un genitore è lasciare che i propri figli diventino indipendenti, non possiamo proteggerli sempre, ci vuole fiducia“. Fiducia in loro e nel mondo visto da Dracula come un pericolo da cui nascondersi, da cui fuggire, in pieno stile Burtoniano.

Questo film ha tentato insomma un rinnovamento e un passaggio di genere; Hotel Transylvania è una commedia “esagerata” e per certi versi estrema: rappresenta qualcosa di stilisticamente nuovo se consideriamo la creatività Disneynana.
Un film per tutti, dove ognuno può cogliere ed identificarsi col mostro di turno (elettrizzante è la Mummia data la sua espressività e intraprendenza) apprezzando l’ironia e quel sottile cinismo di fondo.

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