3D: tra passato e futuro

3D2Come ormai risulta evidente, ai giorni nostri, la vita è certamente più frenetica, veloce ed il costo di ogni nostra attività sale esponenzialmente di anno in anno.

È il caso del cinema: se per un film normale toglie dalle nostre tasche circa 8.50 € arriva a chiedercene addirittura 10-11 per una proiezione in 3D. Ma ne vale la pena? Questa tecnica rappresenta il futuro del cinema o è solo un momentaneo revival di tecniche passate? La risposta è apparentemente scontata: il 3D esiste addirittura dagli anni ’20 del secolo scorso e solo dal 2003 ha via via ritrovato mercato suscitando un nuovo interesse nel pubblico.

Per quando migliorato da una generazione completamente nuova di apparecchiature (cineprese e occhiali a cristalli liquidi) è comunque chiaro che non potrà mai sostituirsi al “vecchio” cinema: si troverà la maniera di utilizzarlo senza affaticare in modo così manifesto i nostri occhi?
Questo tipo di proiezioni, che tecnicamente vengono definite stereoscopiche, hanno infatti bisogno di specifiche apparecchiature (non solo i classici occhiali che ci danno all’interno della sala) applicabili alla telecamera. In realtà gli occhiali dividono la nostra visione in due parti: vediamo l’ immagine da due punti distinti (lontani circa 6 cm) e il nostro cervello, grazie alle lenti specifiche, riceve segnali distinti da entrambi i punti rispettivamente all’occhio destro e al sinistro. Avendo noi esseri umani una visione conica e unica i due punti vengono fusi dandoci un immagine unica sfasata in profondità.

La vera svolta arriva negli anni ’50 quando, in una fase assolutamente crescente di popolarità, il 3D passò dalla tecnica dell’anaglifo a quella della luce polarizzata.
E’ però negli anni ’80 e precisamente tra il 1980 e il 1984 che il 3D torna alla ribalta con uscite cinematografiche come Lo Squalo 3 o AmityVille. Insomma gli autori di cinema hollywoodiani, vengono colpiti da una mania delle terza dimensione paragonabile a quella di una trentina di anni prima.

E’ la storia dunque che dimostra come in realtà il 3D tutto sia tranne che una novità. Esso rappresenta un fenomeno legato al business (visti i rincari dei biglietti) e una sorta di ancora di salvataggio in un momento di crisi.

Molti saranno i film del passato riconvertiti con questa tecnica: tutto dunque per colmare la scarsità di originalità che sta colpendo Hollywood. Ed è plausibile il 3D torni nel dimenticatoio dal quale non è mai veramente uscito.

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