Qualcuno volò sul nido del cuculo, quando la recitazione faceva ancora la differenza

image4Tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, Qualcuno volò sul nido del cuculo, è diretto da Miloš Forman. La pellicola del 1975 merita un tributo e un approfondimento: è un’importante testimonianza di come il cinema possa essere grande spendendo pochissimo.

Trampolino di lancio verso una piena popolarità per molti attori del calibro di Jack Nicholson, Danny DeVito e Christopher Lloyd il film descrive in modo crudo, ma efficace, le violenze subite all’interno degli ospedali psichiatrici dell’epoca analizzando anche la repressione esercitata dal “sistema” verso  tutti coloro considerati diversi.

Il tema al centro di tutto è in realtà una grande metafora del mondo in cui viviamo: è pazzo lo squilibrato stesso o lo è chiunque la pensa differentemente da noi? La libertà e il suo fascino, quando non sono inseriti in un criterio “sociale” possono essere considerati follia? Questi gli interrogativi più interessanti su cui il film fa riflettere.

Importante e significativa è inoltre la figura del Capo Indiano Bromden (Will Sampson): fingendo la sordità si estranea da un mondo che non comprende fino in fondo,è inoltre il rappresentante dello spettatore che non interagisce mai e può solo interrogarsi e osservare minuziosamente gli eventi.

Quest’opera cinematografica rappresenta uno dei punti più alti nei livelli di comunicabilità allo spettatore. Tremendamente drammatico e profondamente radicato nella nostra realtà, senza troppa presunzione, si inserisce nell’attualissimo tema della disumanizzazione dei nostri atteggiamenti.

nicholsonLe nostre vite costrette a seguire schemi prefissati sono molto più in gabbia, in realtà, di chi vive in un ospedale psichiatrico. Le cose più semplici come pescare (riferimento ad una delle scene più significative del lungometraggio) o il semplice comunicare sembrano inutili e superflue.  Il “diverso” è chiunque non sposi questo progetto.

Il tributo finale va comunque al grande Jack Nicholson che, con un’interpretazione che gli è valsa l’ Oscar (il film ne ha presi ben 5 : miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista Jack Nicholson, miglior attrice protagonista Louise Fletcher e infine miglior sceneggiatura), si impose definitivamente all’attenzione del pubblico agli albori di una grande carriera.

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