Musica per film: la grande dimenticata

goldsmith“A questo punto è lecito domandarsi: ma insomma perchè poi la musica è così necessaria in un film? Perchè parliamo qui della musica come qualcosa che è sempre, a priori, indispensabile e di per se sottintesa nel film? La risposta mi sembra abbastanza chiara: non si tratta tanto di rafforzare l’azione (sebbene si tratti anche di questo) quanto di finire di raccontare emozionalmente quanto è insprimibile con altri mezzi..” Sergej M. Ejzenstein.

Secondo uno studio accurato, la musica per film (cosiddetta colonna musica) negli Stati Uniti è divisibile in tre periodizzazioni: la prima dal 1927 al 1940, la seconda dal 1940 al 1960 e la terza dal 1960 al 1980. L’attenzione in questa sede sarà però riservata a due compositori, specialisti del settore, che hanno caratterizzato la terza generazione: Jerrald (Jerry) Goldsmith e John Tower Williams.
E’ opinione del ricercatore che nell’ ambito della musica per film ci sia una sorta di ghettizzazione del fenomeno e spesse volte una inadeguata capacità critica che, intrinsecamente al fenomeno, rende la colonna sonora elemento alquanto sottovalutato nella realizzazione di un film.
Entrambi gli autori rappresentano il maestoso passato filmico-musicale degli ultimi 30 anni, fra i titoli più famosi di Goldsmith troviamo Il Pianeta delle Scimmie (1968), Omen (1976), Alien (1979), Poltergeist (1982).
Questo compositore, secondo Miceli, si caratterizza per una innata propensione all’ eccesso: “Si muove attraverso sconsiderati processi di rapina senza limiti e confini nei quali i modelli vengono sottoposti ad una funzionalizzazione brutalmente semantizzata…”. Chi vi scrive è convinto comunque che il più funzionale alla sua comprensione sia Alien: in esso la musica riesce a divenire (come confermatomi dallo studio in questione) emanazione dell’ ambiente.

Se per Goldsmith si assiste ad un trasformismo estremo per John Williams il discorso si sposta notevolmente: con lui infatti si registra un tentativo di sintesi e una fusione di stilemi che uniscono musica colta e musica popolare smussando inoltre gli eccessi della propria generazione. E lecito dunque parlare di senso della misura come caratteristica di tutta la sua produzione musicale.
Definito come il compositore dei sequel più riusciti della storia, lo ricordiamo per la famosissima colonna musica de : “Lo Squalo 1 e 2″, la quadrilogia di Indiana Jones, l’ esalogia di Star Wars, Harry Potter e Jurassik Park oltre che per film come Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (1977) e ET-L’ extraterrestre (1982). Nel ’77 (in pieno ed evidente sodalizio col grande Steven Spielberg) la musica fu protagonista: nel film infatti, fu utilizzata come forma di linguaggio degli alieni per comunicare con la razza umana.
Williams è invece la soluzione del problema insito in questa generazione: essenzialità e mescolanza retorica contro il livellamento stilistico occorso in questo periodo storico.
La differenza sostanziale tra i cult anni’80 (ricordiamo anche un altro grande compositore Alan Silvestri, ideatore della colonna musica di Ritorno al Futuro) e i film di oggi è proprio nelle atmosfere musicali che questi compositori creavano, suggestioni musicali che rendevano la colonna sonora l’anima che, prima delle immagini, identificava il film.

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