India – Condannata ad essere stuprata

India stupro“Ti condanno per esserti innamorata”. Ha recitato più o meno così la sentenza emessa lunedì da un capo villaggio indiano nel Bengala occidentale contro una ragazza di vent’anni. La sua colpa è stata quella di aver avuto una relazione con un uomo al di fuori della propria tribù, un crimine contro la tradizione che ha dovuto pagare con uno stupro di gruppo da parte di una dozzina di uomini. La donna ora versa in ospedale in condizioni gravissime, mentre l’India si trova ancora una volta faccia a faccia con uno dei suoi demoni peggori: la violenza endemica sulle donne. 

L’episodio è stato scoperto soltanto ieri, quando i familiari della vittima costretti a ricoverare la ragazza hanno avuto finalmente il coraggio di denunciare l’abuso alle autorità. La polizia ha subito arrestato il gruppo di violentatori e l’anziano capo villaggio, tenendoli in custodia cautelare per 14 giorni. Fatto curioso, anche il ragazzo della vittima è stato arrestato sebbene le ragioni del suo arresto al momento non sono ancora state chiarite. 

Stando alla ricostruzione dei fatti la rappresaglia sarebbe esplosa dopo che il ragazzo, proveniente da un villaggio vicino, era venuto a casa sua della giovane per chiedergli di sposarlo. Gli abitanti avrebbero così catturato gli amanti, legandoli ad una sedia per sottoporli ad un processo, nel quale l’anziano ha accusato entrambi di aver violato le usanze locali per aver instaurato un legame tra persone di comunità diverse. 

All’inizio la pena prevista era una multa di 25.000 rupie (circa 400 dollari, una cifra insostenibile per la maggior parte degli indiani che vivono fuori città) che l’uomo ha potuto pagare, mentre alla donna che non disponeva di tali risorse è stato deciso di commutare la sanzione con uno stupro di gruppo. “La famiglia non ha i soldi, allora divertitevi con la ragazza” sarebbero state le parole dell’anziano capo villaggio al momento di ordinare una violenza che Mohammed Salim, membro del comitato comunista centrale, ha definito “barbara, selvaggia e incivile”.

Nonostante il clamore suscitato dai tanti episodi di violenza sulle donne e le leggi più severe in materia, compreso il delitto di onore, la situazione continua sempre ad essere molto grave. Ricordiamo che solo all’inizio del mese fece scalpore il caso di una ragazzina di 12 anni stuprata e poi bruciata viva per aver denunciato i suoi aggressori. “In un paese democratico e governato dalla legge non c’è posto per questo genere di giustizia fai da te” è stato il primo commento del ministro dell’informazione indiano Manish Tewari. 

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