Repubblica Centrafricana – Una donna per traghettare il paese fuori dal caos

Agence France Presse

Catherine Samba-Panza, 59 anni ed ex sindaco della capitale Bangui, è il nuovo presidente ad interim della Repubblica Centrafricana. Descritta come una donna combattiva e irreprensibile, la Samba-Panza avrà il compito di gestire il difficile passaggio che porterà i centrafricani alle elezioni previste nel 2015. L’incarico non sarà facile vista la violenza che sta piegando ancora il paese in questi giorni.


Stando ai rapporti della Croce Rossa la situazione è diventata insopportabile per i feriti che continuano ad arrivare e le difficoltà sia per loro che per le ONG d’intervenire in un clima da vera guerra civile. Lo scorso fine settimana ad esempio sono stati scoperti almeno cinquanta cadaveri nelle regioni settentrionali in preda a feroci scontri interconfessionali. La situazione non è migliore nella capitale, dove solo domenica gli scontri tra i ribelli cristiani e il movimento islamico Seleka vicino all’ex presidente Djotodia, che si è dimesso all’inizio di gennaio, hanno causato due morti da quest’ultima parte. Come se non bastasse i cristiani hanno poi bruciato i corpi delle vittime per strada come una sorta di monito ai nemici. 

Si calcola che in nove mesi di conflitto vi sono stati almeno un migliaio di morti e quasi un milione di sfollati. L’entità delle violenze, che già alcune settimane fa hanno spinto la Francia a rafforzare il proprio contingente di pace, hanno visto ieri la mobilitazione anche dell’Unione Europea. Bruxelles ha dato infatti il via libero all’invio di un migliaio di soldati, che dovrebbero fornire assistenza soprattutto nella stabilizzazione di Bangui per un periodo di sei mesi prima di lasciare il campo all’Unione Africana. Questa stessa settimane l’Ue dovrebbe chiede il mandato ufficiale delle Nazioni Unite, un iter che potrebbe spostare l’avvio della missione non prima di metà febbraio-marzo. 

Nel frattempo il nuovo presidente ha lanciato un appello ad entrambi gli schieramenti, rivolgendosi a loro in modo affettuoso chiamandoli ‘ragazzi’, per deporre al più presto le armi. Riuscirà questa ‘madre coraggio’ ad avere la meglio sui feroci signori della guerra? 

Foto da Agence Presse

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