Kazakistan – Sharabayeva in cambio di Abylazov? L’oscura partita tra l’Europa e Nazarbayev

20131227-170518.jpg “Sono felice, ma non so se resterò”. Sono queste le prime parole di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Abylazov al suo ritorno in Italia. Per la sua liberazione il ministro degli Esteri Emma Bonino ha parlato del frutto di un’ostinazione quotidiana della Farnesina, come se questo impegno volesse farsi perdonare il clamoroso sequestro della donna avvenuto sette mesi a Roma ad opera proprio dei nostri servizi segreti.
Il nostro governo in effetti non fece una bella figura quando la Sharabayeva venne strappata dalla sua casa di Casal Palocco assieme alla figlia di sei anni Alua per essere poi dirottata nel suo paese natale. Non solo per un blitz che non aveva molto da invidiare a quello di Abu Omar, ma anche per dei ministeri che sulla faccenda avevano agito praticamente in ordine sparso.
Ancora oggi dura la polemica tra il ministero dell’Interno Angelino Alfano e quellp degli Esteri della Bonino, con la seconda che continua ad addossare tutta la responsabilità all’altro dicendosi completamente estranea ai fatti.
Comunque siano andate effettivamente le cose rimangono ancora tante ombre su questo vergognoso episodio. I più smaliziati tirano subito in ballo l’amicizia tra l’ex premier Berlusconi (che allora non aveva ancora rotto i ponti con il suo delfino) e il presidente kazako Nazarbayev a cui avrebbe fatto un favore come succede spesso in questi casi. Altri come il programma Report mettono in gioco addirittura un’azienda come l’Eni che per tutelare i propri interessi in un paese ricchissimo d’idrocarburi avrebbe cercato per conto del governo di Astana informazioni sui movimenti di Ablyazov in Italia. Poi tanto per rimanere fedeli al motto ‘italiani, brava gente’ l’Eni avrebbe temporeggiato giusto in tempo per consentire ad Ablyazov di fuggire nel Regno Unito, salvo poi essere costretta a collaborare per il sequestro della moglie come ‘premio di consolazione’.
Mentre la donna veniva tenuta sotto sorveglianza in Kazakistan, l’illustre marito era arrestato in Francia su richiesta dell’Ucraina per l’accusa di appropriazione indebita. La situazione era rimasta ad un punto di stallo fino a due settimane fa con il disco verde della procura di Aix-en-Provence sulla possibile estradizione di Ablyazov in Ucraina, a cui il Kazakistan sembra aver risposto dimostrando un gesto di clemenza con il rilascio poco dopo della Sharabayeva.
Intanto pochi giorni fa la procura di Roma ha deciso di acquisire il servizio di Report per approfondire il ruolo effettivo dell’Eni nella vicenda. L’imbarazzo del Belpaese continua…

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