Russia – Soci 2014, le Olimpiadi dei pregiudizi

Quarant’anni fa Bobby Rings, campione di tennis tra gli anni trenta e quaranta, in uno slancio di orgoglio sessista dichiarò che il gioco femminile era così inferiore a quello maschile che anche un cinquantacinquenne come lui sarebbe stato in grado di battere una primatista di trent’anni più giovane senza troppi problemi. 

La diretta interessata di allora, Billie Jeane King – già vincitrice di svariati tornei Wimbleton e U.S. Open – accettò allora la sfida che sarebbe stata ricordata come la ‘Battaglia dei Sessi’ e si sarebbe disputata il 20 settembre 1973 allo Houston Astrodome, in Texas, dove riuscì ad umiliare Rings e le sue assurde convinzioni. Nelle prossime settimane la King rivivrà in qualche modo il brivido di allora mettendo in imbarazzo un altro uomo dalle idee non meno agghiaccianti: il presidente russo Vladimir Putin e la sua politica aspramente omofoba.


Billie Jeane King, che oggi fa parte del President’s Council on Fitness, Sport and Nutrition è stata infatti scelta dal presidente Barack Obama per partecipare al suo posto alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Soci (7-23 febbraio). A differenza del forfait del presidente tedesco Joachim Glauck e di quello francese François Hollande, l’assenza di Obama ha un significato tutto particolare nel polemizzare contro il governo russo in quanto la King oltre ad essere una grande campionessa è anche un icona del movimento gay. Come se non bastasse alla cerimonia di chiusura è prevista la presenza di un altra omosessuale, la ventottenne giocatrice di hockey Caitlin Cahow.

Non è la prima volta che i giochi olimpici diventano occasione per rimarcare ostilità e questioni controverse. Successe a Mosca 1980 contro la precedente invasione sovietica dell’Afghanistan (il blocco comunista si sarebbe poi vendicato mancando al successivo appuntamento di Los Angeles) o a Pechino nel 2008 per la repressione in Tibet. 

Oggi Soci fa discutere per molte cose che non riguardano solo le misure restrittive contro l’omosessualità, tra cui una legge votata dalla Duma lo scorso giugno che impedisce di parlare del tema sui media per ‘tutelare i bambini’. 

Il primo dei problemi è un classico di questo paese, ovvero la corruzione diffusa che ha attirato parte dell’immenso capitale (si parla dell’Olimpiade più costosa della storia) di cui non hanno certo beneficiato i poveri operai dei cantieri, i quali hanno dovuto sopportare condizioni terribili e almeno una ventina di loro ha perso la vita in uno dei tanti incidenti sul lavoro. 

C’è poi la questione dell’impatto ambientale delle strutture che potrebbe mettere a repentaglio la stabilità di un’area protetta dall’UNESCO, a cui si aggiunge la denuncia che le ferrovie dello Stato stiano scaricando rifiuti in modo illegale col rischio di contaminare le acque locali. Dopo la sopravvalutata vittoria in Ucraina (dove le istanze europeiste si sono rivelate più forti del previsto), le olimpiadi di Soci si candidano ad essere il nuovo contropiede alle ambizioni del presidente russo. Sempre che dopo tanto clamore tutto non si spenga nel silenzio come al solito. 

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